Page 323 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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          ActA
          Cornwall, ha pubblicato in inglese un libro sulla penetrazione delle idee antiasburgiche
          attraverso la propaganda alleata, in cui ha utilizzato documenti – anche italiani – conser-
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          vati a Vienna e a Budapest .
             Il saggio qui proposto invece utilizza documenti inediti conservati presso l’Archivio
          dello Stato Maggiore dell’Esercito - AUSSME e presso l’Archivio Centrale dello Stato
          - ACS a Roma. Si tratta ancora di un working progress, in cui una raccolta di materiale
          archivistico è stata messa in relazione con le testimonianze edite di alcuni degli ideatori
          e dei produttori della propaganda verso in nemico . Le memorie più interessanti sono
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          di Tullio Marchetti, che fu il capo dell’Ufficio informazioni (da cui dipendeva la pro-
          paganda verso il nemico) della I armata, e del suo collaboratore e poi capo dell’Ufficio
          informazioni della VI armata Cesare Finzi, che pubblicherà la sua opera con il cognome
          della moglie Pettorelli Lalatta . Sono poi preziosi alcuni opuscoli di Ugo Ojetti e le sue
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          lettere alla moglie: Ojetti fu uno degli intellettuali più stimati del suo tempo e durante la
          guerra fu ufficiale di complemento presso il Comando Supremo; come rappresentante
          del Presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando nel 1918 vi diresse di fatto la
          Commissione interalleata, di cui pubblicò per il Comando Supremo due Relazioni sui
          lavori .
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             Risulta più problematico il testo del capo dell’Ufficio informazioni del Comando
          Supremo (dal 7 settembre 1917 alla fine della guerra) e quindi il responsabile ultimo
          di tutta la propaganda prodotta dall’esercito nel periodo, Odoardo Marchetti (nessuna
          parentela con Tullio). Il suo volume non si può considerare memorialistico, poiché am-
          bisce a trattare le vicende del servizio informazioni per l’intero arco del conflitto, non
          solamente per il periodo in cui vi lavorò al Comando Supremo. Inoltre, non cita alcun

          4  M. Cornwall, The undermining of Austria-Hungary. The battle for heats and minds, Macmillian, Basingstoke
             2000.
          5  Ho ripreso e sviluppato qui un capitolo della mia tesi di laurea, La propaganda militare italiana nella Grande
             Guerra – 1918. Il servizio P: propaganda vigilanza e assistenza. La propaganda sul nemico, Università
             degli Studi di Torino, Facoltà di Scienze Politiche, relatore Prof. Giorgio Rochat. Sull’argomento avevo
             scritto rapidi cenni in Id., Il morale, la morale, in Gli Italiani in guerra. Conflitti, identità, memorie dal
             Risorgimento ai giorni nostri, direzione scientifica di Mario Isnenghi, volume III, tomo I, La Grande Guerra:
             dall’Intervento alla “vittoria mutilata”, a cura di Mario Isnenghi e Daniele Ceschin, UTET, Torino 2008, p.
             303.
          6  T. Marchetti, Ventotto anni nel servizio informazioni militari (esercito). “Informati, valuta, agisci”, a cura
             di L.F. (sic), Temi – Museo Trentino del Risorgimento e della lotta per la libertà, Trento 1960; C. Pettorelli
             Lalatta,  I.T.O.  Note  di  un  capo  del  servizio  informazioni  d’armata  (1915-1918), Agnelli, Milano  1931
             (seconda edizione con il titolo leggermente modificato nel 1934). Il testo di Marchetti uscì postumo per
             precisa volontà del suo autore, che così si potè permettere di essere assai più esplicito e dettagliato anche
             nelle criticità rispetto alle opere pubblicate negli anni tra le due guerre; la genesi del libro è stata ricostruita
             da Marco Mondini in Parole come armi, cit., p. 40 nota 45.
          7  O. Ojetti, Relazione sui lavori della Commissione centrale di propaganda sul nemico 1° maggio – 30 giugno
             1918, Istituto veneto di arti grafiche, Reggio Emilia s.d. (1918); Id., Seconda relazione sui lavori della
             commissione centrale di propaganda verso il nemico 1° novembre 1918, Istituto veneto di arti grafiche,
             Reggio Emilia s.d. (1918); Id.,  Lettere alla moglie 1915-1919, a cura di Fernanda Ojetti, prefazione di
             Niccolò Rodorico, Firenze 1964; Id.,  I taccuini 1914-1943, Firenze 1954. Lo stesso Ojetti insieme con
             Giovanni Amendola, Giuseppe Antonio Borgese e Andrea  Torre pubblicarono  Il patto di Roma, per le
             edizioni dei Quaderni della Voce,  1919. Le relazioni originali delle due relazioni di Ojetti sono in AUSSME,
             Comando Supremo – Vari uffici, F1/296/1.
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