Page 388 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
P. 388

1028                                 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm

                                                                                    65
           ad alleviare le sofferenze di questi fratelli nostri e a giovarli nella ricerca di lavoro” .
              Al riguardo, dalle pagine della  “Rivista di Emigrazione” veniamo a conoscenza che
           già alla fine di luglio del 1915 vennero spese in soccorso dei profughi ben trecentomila
                                           66
           lire dalla “Dante” o per suo tramite  e che in seguito anche altre somme vennero da
           essa versate in accordo con i Comitati locali  in favore dei soci profughi “delle provincie
                               67
           occupate o sgombrate” .
              La rivista informa i lettori anche dei segni di gratitudine e della solidarietà sociale
           manifestati a tal proposito anche da parte del Governo, che spinto da tali esempi il 6
           giugno 1916 per interessamento del Presidente del Consiglio e suo Ministro dell’Interno
           Antonio Salandra presentava al Parlamento un disegno di legge per la protezione ed
           assistenza degli orfani di guerra. I giovani connazionali fuoriusciti, che frequentavano
           le università austriache, il Ministero della Pubblica Istruzione cercò di ammetterli negli
           atenei italiani, riducendo il pagamento di tasse  divenute in quel difficile periodo troppo
           onerose per i loro mezzi. Riferiva inoltre che nel marzo dello stesso anno pure l’Istituto
           coloniale italiano aveva fondato particolare Ente Nazionale Autonomo con lo scopo di
           venire in aiuto degli orfani di guerra degli italiani residenti all’estero e di integrare in tal
                                  68
           modo l’azione dello Stato .
              Come prevedibile,  protraendosi la guerra al di là delle aspettative, si avvertì l’urgen-
           za di regolamentare sempre più i soccorsi. Fu così che la “Dante Alighieri” costituì a
           Roma una Commissione centrale di patronato dei fuoriusciti adriatici e trentini d’intesa
           con il governo italiano, presiedendo anche a tutte le altre commissioni di patronato del
           Regno. Essa risultò assai utile per diversi mesi nel lavoro di raccolta e di distribuzione
           dei fondi da assegnare ai vari Comitati di soccorso delle provincie e per fornire ai fuoriu-
           sciti le necessarie informazioni sulle possibilità del ritorno in patria. Davvero rilevante
           dunque fu l’impegno profuso dal sodalizio al problema dell’emigrazione, che secondo
           l’uso introdotto sin dall’ottobre 1907 da Paolo Boselli, allora presidente della Società
                                  69
           nazionale Dante Alighieri ,venne puntualmente documentato nel manifesto ai Comitati
           della “Dante Alighieri”, nella consapevolezza che la Società “nei giorni del dolore e
           delle speranze, tenne alta la fede nei destini d’Italia” . È indubbio comunque che i pro-
                                                         70
           fughi, i fuoriusciti, le loro famiglie e la Croce Rossa ebbero dai Comitati della “Dante

           65  Lettera del Presidente del Comitato di Venezia della Dante Alighieri al Consiglio Centrale della Dante
              Alighieri, Venezia 16 novembre 1914,  in ASDA, b. 358, fasc. 550A. Nei mesi successivi i gravi pro-
              blemi legati all’assistenza ai profughi costrinsero tuttavia il Comitato veneziano della Dante Alighieri a
              chiedere aiuti al Governo “dal lato economico e militare” ( Lettera del Presidente del Comitato di Vene-
              zia della Dante Alighieri [senza indicazione del destinatario], Venezia 11 settembre 1915, in  ASDA, b.
              358, fasc. 550A).
           66  La “Dante” e i nuovi avvenimenti” cit., p. 11.
           67  Varie nell’Interno – La presidenza della Dante Alighieri, in “Bollettino dell’Ufficio interprovinciale di
              emigrazione”, a. I  n. 7, Ravenna 1 dicembre 1917,  p. 3.
           68  Cfr.  Notiziario, in R. E., a. X, fasc. 4-5-6,  aprile-maggio-giugno 1917,  p. 61.
           69  Subentrato a Luigi Rava, incarico che mantenne fino alla sua scomparsa, nel 1932.
           70  La “Dante” e i nuovi avvenimenti” cit., p. 12. Per meglio comprendere tali toni patriottici e retorico-
              nazionalistici è opportuno precisare che a quei tempi il celebre sodalizio era attraversato da divisioni
              interne in merito all’indirizzo prevalentemente irredentistico ratificato dallo stesso Boselli rispetto a
              quello pragmatico dell’assistenza all’emigrazione.
   383   384   385   386   387   388   389   390   391   392   393