Page 161 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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II Sessione: ZONE DI GUERRA                                                161


                M’hanno informata di rivolgermi presso comitati regionali “Pro profughi” ma
                io non ho osato farlo finora rifuggendo sempre dal pensiero di dover stendere
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                la mano .”
             Nonostante in alcune località, anche molto disagiate, fossero state istituite delle
          provvisorie sale di maternità , nella maggior parte dei casi le donne erano costrette
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          a partorire in condizioni molto difficili, come del resto a portare avanti la gravidan-
          za. Molte profughe che partorirono durante l’ultimo anno di guerra, si trovarono
          contemporaneamente senza l’appoggio dei famigliari e nell’impossibilità di lavora-
          re. Una profuga di S. Pietro al Natisone, che nel febbraio del ’18 aveva avuto un
          bambino, riferiva che a Licodia Eubea (Catania) erano rimaste solo le donne e che
          non si poteva lavorare anche a causa dell’ostilità della popolazione locale: «[…] qui
          siamo abbastanza mal visti che questa giente e peggio delle bestie. Ci guardanno
          male anoi e noialtri non potiamo piu soportare […]. Siamo qui come i zingari an-
          che peggio tutti straciati» . Una circostanza confermata da una profuga irredenta
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          di Monfalcone, vedova e madre di 7 figli, che riferiva del disinteresse da parte delle
          autorità locali e di come i profughi fossero non solo disprezzati «da tutto il popo-
          lo e anche dal municipio», ma anche costretti a chiedere la carità pubblica . Una
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          puerpera di Udine scriveva alla regina Elena che a Ganzirri (Messina) si trovava in
          condizioni pietose . Anna Buliani, profuga di Treppo Carnico, che aveva avuto un
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          bambino nel giugno del ’18, descriveva Ottaiano (Napoli) come il paese più misero
          di tutta la provincia, dove le condizioni igieniche e sanitarie erano disastrose e la
          mancanza di lavoro costringeva la maggior parte dei profughi ad andarsene ; nei
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          mesi precedenti, nello stesso comune una puerpera era stata costretta a pagare 10




          23  ACS, Comitato parlamentare veneto, fasc. 160, pratica 16591, Paola Gasparini a Michele Gortani, 30
             luglio 1918.
          24  Patronato dei profughi di Montorio al Vomano, Relazione sull’assistenza ai profughi da agosto 1915 a
             dicembre 1919, Teramo, Prem. Stab. Tip. del Lauro, 1920, p. 13.
          25  ACS, Comitato parlamentare veneto, fasc. 147, pratica 14809, Felicita Florencig a Comitato parlamentare
             veneto, 13 luglio 1918.
          26  ACS, Comitato parlamentare veneto, fasc. 158, pratica 16399, Giacomina Bertagno a Comitato parla-
             mentare veneto, 22 luglio 1918.
          27  ACS, Comitato parlamentare veneto, fasc. 29, pratica 5580, Adele Missio a [Elena di Savoia], 6 febbraio
             1918.
          28  ACS, Comitato parlamentare veneto, fasc. 147, pratica 14865, Anna Buliani a Comitato parlamentare
             veneto, s.d.







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