Page 212 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE 212
del 1915, assieme ai voti e alle raccomandazioni di routine, una professione di fede
patriottica meritevole d’essere citata per esteso:
“Siena, 10-12-1917
Giugio mio,
[...] sono rimasta sorpresa sentendo che hai nuovamente cambiato e che sei
andato più in su. M’illudevo che il riposo si prolungasse, ad ogni modo sappi
che il ‘fronte interno’ non ha mai mancato nè di fortezza nè di coraggio e che
ne avrà sempre, sempre in tutte le evenienze. Fu una promessa solenne e man-
tengo. Allegri certo no, non si può essere e sarebbe stolta in chiunque l’allegria
in quest’ora, ma è una serietà pacata e forte, l’ansia e l’angoscia non si possono
negare, ma ti dico che nelle più brutte ore si può nello stesso tempo esser forti e
coraggiosi. E per me è così: ho passate e passo ore angosciose, ma ti giuro che il
coraggio e la fortezza non vengono mai meno. Sono cose che non possono an-
dar disgiunte. Dunque sta tranquillissimo per il ....fronte interno, che ben resiste,
che è pieno di fervore patriottico, che è ben saldo, che sarà coraggioso e forte
anche nelle ore più brutte, che lo sarà sempre, sempre, sempre , per una antica
promessa, per essere degna di chi è lassù, perchè sono italiana .
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A parte il valore di simili parole in termini di conforto e d’incoraggiamento per il
destinatario, non possono sfuggire la fierezza e la fermezza che traspaiono da frasi di
questo genere, alle quali si possono accostare, anche se non propriamente contrap-
porre, quelle ricorrenti invece nei dialoghi più prolungati ma sprovvisti di riferimenti
di natura immediatamente politica o ideologica di due corrispondenti quasi coeta-
nei di San Pietro di Morubio, un paesino in provincia di Verona - ovvero Antonio
Tognella e Luigia Ferrari, nati rispettivamente nel 1890 e nel 1891 - il cui dialogo si
protrae per quasi dieci anni (dal 1910 al 1919) tra servizio militare prestato dal primo
in tempo di pace, durante tutta guerra di Libia, dopo il richiamo nel ‘15 e infine nella
prigionia a Mauthausen dal 1917 al 1919. Nel computo dei messaggi del periodo bel-
lico 1915-1918, oltre 200 fra lettere e cartoline, risultano abbastanza numerosi, come
non sempre accade altrove, quelli della donna che da fervente cattolica si rivolge al
fidanzato con assiduità e col solo linguaggio degli affetti senza mai alludere a rapporti
intimi, ma senza nemmeno nascondere, preoccupazione per lei dominante, una pro-
fonda aspirazione alla pace. Scrive Luigia ad Antonio nell’ottobre del ‘16:
65 Curti A. e Tonini G., Lettere dal fronte. Un carteggio autentico, un amore più grande della guerra, a cura di M.
A. Saccarello, Vicenza, Itinera, 2015 , pp. 68-69.
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