Page 216 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE                                      216


          attitudini discorsive e delle stesse tecniche di comunicazione adottate dalle mittenti le
          quali avevano scelto d’entrare in contatto, per offrire loro un sostegno innanzitutto
          psicologico, con i combattenti sia di truppa che dell’ufficialità minore (sottufficiali, aspi-
          ranti e tenenti). Per scongiurare il rischio di fraintendimenti e l’eventualità di essere
          riconosciute o fisicamente raggiunte dai propri corrispondenti, durante qualche licenza
          o magari dopo la conclusione del conflitto, molte madrine sceglievano di assumere
          nomi di comodo mascherando la propria identità e cercando in ogni caso di evitare toni
          troppo intimi o facilmente equivocabili in una conversazione che tuttavia doveva per
          forza di cose alternare il registro patriottico e guerresco con quello sentimentale come
          si ricava da nuove raccolte  e anche dalle anticipazioni di un libro che ruota attorno alle
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          sole lettere indirizzate fra il 1916 e il 1917, da sei militari, quasi tutti laureati o diplomati,
          a Elena Tommasuoli, per loro Nelly Benedettini, una giovane signora all’epoca poco più
          che trentenne (nata a Perugia nel 1884 sarebbe morta a Foligno, quasi centenaria, nel
          1982) . Con uno di loro, il bolognese Corrado Bartoli che dopo la grande guerra calcò
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          le scene italiane come tenore in molte operette di Lehar, Elena/Nelly intavola, a giudi-
          care dalle risposte che riceve, un dialogo impostato all’inizio sulla retorica bellicista più
          ricorrente ma che si spiritualizza man mano e specialmente quando l’uomo, catturato
          dagli austriaci, finisce in uno dei loro campi di prigionia:
                “Gentile e buona madrina – le scrive - le cose che mi ài dette, mi ànno rivelato la
                tua nettezza d’animo; la sincerità ed elevatezza dei tuoi sentimenti; quel mondo
                eletto di idee e pensieri in cui vivi! Ma rassicurati e credi che non per ischerzo
                io ò cercato la madrina e che felicemente ò trovata, ma per ritirare davvero un
                conforto, ma per avere una persona d’animo gentile e affettuoso a cui rivolger-
                mi nei momenti gravi di dubbio, d’incertezza, di pessimismo, a cui dire tante
                cose, narrare la vita mia, presente e passata ed averne in cambio un po’ d’affetto
                sincero, una premurosa attenzione, una vigilia assidua e protettrice.”



             del popolo, pei fanciulli”. Fra questi, notava, molto richiesti quelli “A voi soldati” e “Alla Donna del
             Combattente” di Guido Podrecca nonchè “Passione” di Benito Mussolini.”
          72  Interessante, per la parte di competenza del primo conflitto mondiale, quella allestitata da Claudia
             Cencini nel suo recente libro ‘Guerra e Amore’. Lettere d’amore dal fronte della prima e seconda guerra mon-
             diale, Viterbo, Stampa Alternativa, 2014.
          73  Trovo in rete (ww.quattrocolonne-news.it/webmagazine/scrivimi-molto; ultima consultazione 17
             febbraio 2015) notizie e brani, che citerò appresso, del libro - a cura di Elena Laureti, nipote della
             madrina umbra - ancora in corso di stampa e provvisoriamente intitolato Scrivimi molto e a lungo, storia
             di una madrina di guerra. La trincea vista attraverso le lettere inviate da alcuni soldati a una ragazza folignate tra
             il 1916 e il 1917.







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