Page 219 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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          tingenti della propaganda bellicista. In realtà, sia detto di passaggio, assai più delle
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          l’Italia, dell’educazione ricevuta in seno alle associazioni clericali dove, a dispetto delle
          perduranti contese fra Stato e Chiesa, si era affermato da lungo tempo un progetto
          pedagogico teso a valorizzarne proprio le “virtù virili” e quindi pienamente compa-
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          tibile con quanto richiesto dalle circostanze di guerra e dalle aspettative dei vertici
          militari dove d’altronde un comandante supremo della religiosità speciale di Cadorna
          aveva provveduto a reintrodurre nell’esercito, sin dall’aprile del 1915, i cappellani mi-
          litari  chiamando poi vicino a sè ecclesiastici come Gemelli e Semeria ed accogliendo
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          di buon grado l’istituzione di poco successiva dell’ordinariato castrense . Nella stessa
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          stampa cattolica del tempo di guerra, con venature persistenti di misoginia ecclesia-
          stica invano contrastata da femministe cristiane pur patriotticamente osservanti come
          Elisa Salerno , se ne percepiva abbastanza spesso l’effetto con esiti che rimbalzavano
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          poi dall’alto nei dialoghi gestiti in modo ingenuo ed elementare dai soldati a colloquio
          con le loro madrine. Quando l’interlocutore ne fosse stato un ufficiale di buona cultu-
          ra, di solito letteraria, è un fatto, comunque, che gli scambi epistolari tendevano a pri-
          vilegiare formule espressive diverse ossia meno rozze o meno scopertamente calcate
          sui modelli e sui luoghi comuni della propaganda  A seconda poi dei ruoli assunti dal-
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          77  In un recente lavoro di Francesco Piva (Uccidere senza odio. Pedagogia di guerra nella storia della Gioventù
             cattolica italiana (1868-1943), Milano Franco Angeli 2015) viene opportunamente posto in rilievo il
             fatto che “proprio in quanto addestrato al combattimento interiore e al ferreo controllo degli impul-
             si sessuali” il giovane cattolico avrebbe dimostrato di reggere addirittura meglio degli altri “la fatica
             di uccidere e la disponibilità ad essere ucciso.”
          78  Cfr. B. Bignami, La Chiesa in trincea. I preti nella grande guerra, Roma, Salerno Editrice, 2014, ma anche
             gli studi precedenti di L. Bruti Liberati, Il clero italiano nella grande guerra, Roma, Editori Riuniti 1982
             e di M. Isnenghi, Muniti dei conforti della fede, in A. Vv., Il soldato, la guerra e il rischio di morire, a cura di
             Nicola Labanca, e di Giorgio Rochat, Milano, Unicopli, 2006.
          79  Sul Dio degli eserciti cfr. N. Merker, La guerra di Dio. Religione e nazionalismo nella Grande Guerra,
             Roma, Carocci, 2015 e sull’episcopato cattolico di fronte al conflitto M. Malpensa, I vescovi davanti
             alla guerra, in Aa. Vv., Un paese in guerra, pp. 295-315.
          80  Sulla Salerno esiste ormai una folta bibliografia recente (a cominciare dal libro di G. A. Cisotto, Elisa
             Salerno e la promozione della donna, Roma, Studium, 1996), ma per il periodo bellico e per il giornale
             con cui essa lo attraversò (“La donna e il lavoro”) cfr. ancora E. Franzina, Lettere contadine e diari di
             parroci di fronte alla prima guerra mondiale, in Aa. Vv., Operai e contadini nella grande guerra, cit., pp. 104-154.
          81   Sul tema esiste una ormai folta letteratura ( a cominciare dal catalogo L’arma della persuasione. Parole
             ed immagini della propaganda nella Grande Guerra, a cura di M.Masau Dari e D. Porcedda, Gorizia 1991)
             per cui si vedano ora gli originali e più recenti contributi di vari autori: Costruire un nemico. Studi di
             storia della propaganda di guerra, a cura di N. Labanca e C. Zadra, Milano Unicopli 2011; La Grande
             Guerra. Società, propaganda, consenso, a cura di D. Cimorelli e A. Villari, Milano, Silvana Editoriale 2015;







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