Page 226 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE 226
state e inviate al confino. E se tale fu la sorte che toccò a suffragiste e sindacaliste
dell’area socialista come, per non parlare della Maria Goia “con il suo bel parlar”,
Arpalice Cuman Pertile, costretta ad abbandonare il natìo Veneto e ad alternare varie
sedi di domicilio coatto in centro Italia, come Abigaille (Ille) Zanetta, prima internata
in Abruzzo e poi incarcerata, da maggio a novembre del 1918, a San Vittore o come
Maria Giudice, promotrice di fiere proteste di piazza nella Torino dell’agosto 1917 e
condannata per disfattismo a tre anni e un mese di prigione da un tribunale militare,
per farsi un’idea meno vaga di quali potessero essere state le loro condizioni di vita e,
fin che ne ebbero uno, di lavoro, dovremmo interrogarci di nuovo sugli andirivieni
errabondi e spesso contraddittori di quei “vetrini” dispersi del nostro caleidoscopio
da esse rappresentati che stentano infatti a combinarsi o ad allinearsi del tutto agli
altri un po’ per via d’una palese incompatibilità, ma molto anche per mancanza, dicia-
mo così, di maggiori e più ampi riscontri. Per quanto non ancora trentenne, ma già da
vari anni di ruolo a Padova come maestra, chissà quale fu, solo per fare un altro esem-
pio, il turbine di emozioni e di reazioni che durante la guerra sconvolse l’esistenza
della giovane Lina Merlin, la futura senatrice socialista al cui nome è legata l’abolizio-
ne delle case chiuse in Italia . Venuta su in una famiglia dai trascorsi risorgimentali
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che avevano facilitato e alimentato l’ interventismo di tre dei suoi fratelli andati poi
soldati e tutti periti in guerra, la Merlin non aveva abdicato alle proprie convinzioni
neutraliste e femministe con qualche tentennamento soltanto dopo che Mario, il più
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infervorato di loro, capitano della Brigata “Venezia” a cui Lina era profondamente
legata (e che la prendeva in giro chiamandola nelle sue lettere “pacefondaia”) perse la
vita sulla Bainsizza nel settembre del 1917. Il suo passaggio al socialismo militante
avvenne senz’altro solo dopo la conclusione del conflitto, ma è probabile che a lezio-
ne le sue posizioni in omaggio a un comune concetto di “onestà pedagogica” del
tutto rispettoso dei livelli di coscienza degli alunni fossero già molto vicine a quelle di
Ille Zanetta e comunque assai distanti e ben diverse dalle certezze che ispiravano in-
vece tante maestrine patriottiche inducendo addirittura qualcuna di loro a denunciare
93 L. Merlin, La mia vita, Firenze, Giunti 1989, ma soprattutto l’accurata ricostruzione di un numero speciale di
“Terra d’Este” (a.XIV, nn. 27-28) tutto dedicato alla figura della Merlin da uno studioso suo parente: Tiziano
Merlin, Lina Merlin. Vita privata e impegno politico , Este, Gabinetto di Lettura, 2004.
94 Cfr., le espressioni indubbiamente patriottiche anche se non proprio belliciste del discorso tenuto dalla Merlin a
Campagnola di Brugine, dove insegnava, nel maggio del 1918 e riportato con un commento esplicativo abbastanza
condivisibile da Tiziano Merlin (op. cit. pp. 33-34: 24 maggio 1915 - 24 maggio 1918. Celebrazione del
terzo anniversrio di guerra in Brugine per la Sig. prof.a Lina, Pro Croce Rossa e mutilati in guerra
Padova).
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