Page 236 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE                                      236


          del futurismo riempisse, in tempo reale, pagine e pagine dei propri “Taccuini  di
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          riferimenti dettagliati - e traboccanti priapismo patriottico - alle donne concupite
          da lui e da altri suoi commilitoni (quasi sempre ufficiali d’alto grado), la circostan-
          za non poteva stupire nell’autore di “Mafarka il futurista”. Al proprio debutto nel
          1909 egli aveva imbastito in apertura, e sia pure in contesti “africani” avventurosi,
          la descrizione di uno stupro di massa di donne di colore, ma tra il 1916 e il 1921 si
          cimentava con il racconto di vicende scabrose del ‘15-’18 affidando a una trilogia
          di  volumi  -  “L’isola  dei  baci.  Romanzo  erotico-sociale”  (1918),  “Otto  anime  in
          una bomba” (1919) e soprattutto “L’alcova di acciaio” (1921) - l’esposizione delle
          sue vedute sull’amore come puro atto biologico di congiungimento carnale a cui il
          maschio provoca, con successo, la femmina, “belva cerebralizzata”. Se l’ultimo di
          questi romanzi, in particolare, sarebbe stato finalizzato a tracciare a posteriori, in
          chiave per lo più postribolare, la cronaca del conflitto nel suo anno finale, fu però
          un altro libro intitolato “Come si seducono le donne”,   a rivolgersi espressamente,
                                                             112
          nel 1916, a un pubblico maschile di lettori, forgiati da una guerra che aveva sconvol-
          to e talora modificato in profondità i comportamenti sessuali sia degli uomini che
          delle donne, così da provocare, in quelle fra esse che a Marinetti si erano appunto
          ispirate o avevano guardato con favore, reazioni a tratti polemiche nonostante che
          questa specie di manuale, assieme a capitoli visibilmente provocatori (come il de-
          cimo che esortava sin dal titolo “Donne, preferite i gloriosi mutilati”), contenesse
          frasi incitanti a riequilibrare “le forze dei due sessi”:
                “Anche voi!... Anche voi in trincea! Sì”. Un milione di donne almeno in trincea
                scelte tra le più resistenti alle fatiche! Quelle non essenziali all’allevamento dei
                bambini e alla cultura della terra! Abbiamo piena fiducia nella vostra forza fisica
                e nel vostro coraggio! Sì, in trincea! È assurdo bestiale che rimaniate per anni ad
                aspettare e a tradire i maschi che si battono.


             Scrittrici e pubbliciste che si erano accostate in Italia al futurismo dopo l’uscita a


          111 Marinetti F..T., Taccuini, 1915-1921, a cura di A. Bertoni, Bologna , il Mulino 1987.
          112 Marinetti F..T., Come si seducono le donne, Firenze, Edizioni da Centomila Copie, 1916. Del fortunato
             manualetto rivisto in bozze dall’autore mentre stava in convalescenza ospedaliera a Udine ci fu una
             seconda edizione (cfr. infra nota 98) ripresa e ampliata col titolo modificato in Come si seducono le
             donne e si tradiscono gli uomini presso Sonzogno a Milano nel 1920. Intorno a Come si seducono le donne
             - che si cita qui da una delle sue ultime edizioni (con presentazione di Cecilia Bello Minciacchi) in
             BUR, Minima, Milano 2015- sullo sfondo del primo conflitto mondiale, cfr. L. Re, Futurism, Seduction, and the
             Strange Sublimity of  War, in “Italian Studies” 2004, n. 1, pp. 83-111.







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