Page 240 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE 240
dell’eroismo dei soldati” capitava che venisse praticato, quanto meno da lei, un
certo “rafforzamento anche sentimentale dei legami femminili” in ossequio a una
“ideologia della sorellanza” destinata alle volte ad avere conseguenze alquanto am-
bigue. E infatti la Mayer, in particolare, “non perdeva occasione per sottolineare
pubblicamente gli speciali legami affettivi con l’una o l’altra delle ‘sorelle di fede’,
sino a toccare esiti vagamente omoerotici” Le donne pronte invece ad offrirsi
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completamente, ossia anima e corpo, agli “eroici soldati”, se non abbondano, sono
comunque ricorrenti nella memorialistica maschile in cui agiscono un po’ come la
“signora”, fumatrice elegante dai “capelli neri striati di grigio”, che Fabio/Alvaro
incontra in treno nel comune viaggio di avvicinamento a una città di retrovia prima
di andare, qui, tutt’e due insieme, a cena in un ristorante dove lei con fare complice
“lo chiamò per nome e sillabò
‘Vorrei fare qualche cosa per i nostri soldatini’. Fare che cosa? In quel momento
egli la considerava con una grande chiarezza che gli veniva dal vino. ‘Tutto’, ella
disse con un impudore entusiasta.”
L’ignota borghese, quasi un doppione di Eva Ammeri, la “donna fatale” e alquan-
to idealizzata, nella prima stesura del romanzo di Alvaro aveva peraltro come contral-
tare Luti, l’amante di un alter ego espunto dell’autore di nome Cosma Lorici, e come
figura femminile, quindi, appariva una sorta di “donna naturale” che nell’economia
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del racconto doveva svolgere, tuttavia, una importante funzione in quanto ideologiz-
zava l’ erotismo “connesso al tempo e alla guerra [...] La sua attenzione verso i soldati
si trasformava in un affetto sensuale in armonia con la vita stessa. Il suo incontro
con Luca Fabio, in un postribolo delle retrovie, nelle ultime pagine del libro” era del
resto uno degli episodi più suggestivi (e poi infelicemente fatti cadere nel 1953) di
“Vent’anni” . Anche in altri racconti di Alvaro, ad ogni modo, la guerra riappare co-
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stantemente mischiata a immagini femminili e son ritratti brevi di donne senza padri
o senza mariti, di ragazzine, di infermiere e, si parva licet, di prostitute delle quali
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125 Schiavon, Interventiste nella grande guerra, cit., p. 187 che ricorda in nota (p. 327) lo “speciale legame”
della Mayer “con una scrittrice veneziana (da identificarsi con Anita Zappa)”.
126 La definizione è di Louis Gillet, storico della letteratura e critico d’arte francese tra i primi recen-
sori, all’estero, di Vent’anni (L. Gillet , Un noveau conteur italien: M. Corrado Alvaro, in «Revue des deux
mondes», 15 giugno 1932, pp. 913-924).
127 Corvaglia L. , Corrado Alvaro: la genesi di un romanzo,”( http.www.heliosmag.it/97/3/corvagl.html ) , [“He-
lios Magazine”].
128 Alvaro C., Memoria del cuore. Racconti della Guerra 1915-1918, a cura di Anne-Christine Faitrop-Porta,
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