Page 238 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE                                      238


          a guerra appena conclusa, alla stesura di un “romanzo chirurgico”  se possibile ancora
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          più ardito e tutto intessuto di conversazioni e di lettere fra i due del periodo bellico a cui
          l’autrice principale apponeva, scrivendone la prefazione, un sigillo inequivocabile rivolto
          alla protagonista del racconto e in generale a tutte le donne:

                “Un bel giovanotto dalle maschie fattezze è il tuo sole e il tuo giardino. Ma, dì
                dunque,con rude franchezza il tuo desiderio umano e carnale, quale te lo suggerisce
                la tua sensibilità legittima e consapevole; parla del tuo diritto sensuale e fecondo,
                senza impasticciarlo con analogie di raggi e di profumi assolutamente estranei alla
                tua nudità che canta l’amore. 119

             Nella cultura italiana d’inizio Novecento non sarebbe stato difficile rinvenire le
          premesse di simili esortazioni andando a rovistare, anche prima di Marinetti, tra le
          analisi non sempre persuasive, ma ugualmente indicative, di una pubblicistica mino-
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          re e di complemento sulla cosiddetta “psicologia del pudore” che affidava proprio
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          all’illustrazione esplicita dei temi (e degli atti) sessuali il compito di “moralizzarli”
          e che era frutto, fra l’altro, dell’impegno di alcuni saggisti e sociologi di modesta
          levatura, da Alberto Orsi  a Emanuele Gallo . Assai attivi a ridosso della guerra,
                                  122
                                                     123
          118  Cfr. B. Meazzi, Enif  Robert e Filippo Tommaso Marinetti: Un ventre di donna e l’autobiografia futurista.” in
             Aa. Vv., Tempo e memoria nella lingua e nella letteratura italiana. Vol. III: Narrativa del Novecento e degli anni
             Duemila, Bruxelles, Associazione Internazionale Professori d’Italiano, 2009, pp. 23-42 e L. Re, Enif
             Robert, Filippo Tommaso. Marinetti e il romanzo Un ventre di donna: bisessualità, trauma e mito dell’isteria,
             in “California Italian Studies” 2014, n. 2, pp. 43-82.
          119  F.T. Marinetti- Enif Robert, Un ventre di donna: romanzo chirurgico. Milano, Facchi Editore, 1919, p.
             XIII.
          120 B. Wanroij. Storia del pudore. La questione sessule in Italia 1860-1940, Venezia, Marsilio 1990.
          121  Cfr. R. Michels, I limiti della morale sessuale. Prolegomena: indagini e pensieri, Torino, Fratelli Bocca Edito-
             ri, 1912.
          122 .Di questo medico ginecologo, ma anche romanziere e scrittore per ragazzi cfr. specie tre volumi
             divulgativi e ripetitivi comparsi o ristampati durante la guerra: A. Orsi, La donna nuda. Saggio di psico-
             logia del pudore, Torino, Milano, Genova Renzo Streglio, 1914 (1^ ed. ivi 1905); Lussuria e castità. Saggio
             di psicologia (Seguito alla “Donna Nuda”), Sesto San Giovanni, Casa Editrice Madella 1915 e Il pudore
             sessuale, ivi, 1917.
          123 A un più alto livello si collocavano, tuttavia, nel cuore dell’età giolittiana, molti studiosi eredi della
             tradizione lombrosiana o esponenti di una nuova eugenetica che, a cominciare dal giovane Corrado
             Gini, presero a misurarsi con la questione sessuale in rapporto alla “razza” (ed anche alla guerra). Si
             vedano, del Gini, la sua tesi di laurea, Il sesso dal punto di vista statistico. Le leggi della produzione dei sessi,
             tempestivamente pubblicata con questo titolo dall’editore Remo Sandron a Palermo nel 1908 e più
             in generale le ricostruzioni, oggi, di storici e specialisti come Giorgio Rifelli, Francesco Cassata,
             Claudia Mantovani ecc.







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