Page 241 - Il 1916 Evoluzione geopolitica, tattica e tecnica di un conflitto sempre più esteso - Atti 6-7 dicembre 2016
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III SeSSIone - L’evoLuzIone tecnIco-mILItare deLLa guerra 241
lontano un attacco) .
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Sul teatro serbo, già nell’estate del 1914, cominciava ad emergere una forma
di guerra statica, anche se ciò accadde più perché da entrambe le parti sia gli
uomini che i materiali erano al limite piuttosto che per considerazioni tattiche. I
regolamenti di combattimento per entrambe le parti prevedevano che il terreno
conquistato dovesse essere tenuto a tutti i costi. Ciò significava che, a seconda
del tempo disponibile, si costruiva qualsiasi cosa che andasse da una piccola
buca a complessi sistemi di trincea, anche se le trincee erano limitate alla sola
prima linea. Le battaglie in corso mostravano le caratteristiche della guerra da
assedio; una attività costante di rimozione degli ostacoli e minamento riduceva
considerevolmente la distanza da coprire quando si attaccava il nemico .
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Questa tattica della ‘linea unica’, sebbene meno faticosa di una guerra di
movimento, non era la soluzione ideale come ben presto compresero gli ufficiali
comandanti. Se l’obiettivo principale nella fase di movimento era stato attaccare
o circondare il nemico – obiettivo che, se raggiunto, consentiva di distruggere un
numero considerevole di soldati o almeno di farli retrocedere - il pericolo adesso
consisteva nel fatto che si rendeva necessario ritirare intere sezioni del fronte
in caso di brecce anche minime in una linea che poteva essere difesa soltanto
sul davanti. La linea facilmente individuabile era inoltre un obiettivo facile per
l’artiglieria ed i mortai da trincea. Nonostante le trincee, la fanteria in esse am-
massata subì notevoli perdite a causa del fuoco di sorpresa e di disturbo .
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Il passaggio ad una guerra statica richiedeva un cambio nell’esistente dottri-
na di attacco, cosa che avvenne all’interno dell’esercito austro-ungarico dopo
la primavera del 1915. La nuova tattica fu impiegata con successo per la prima
volta a maggio del 1915, con lo sfondamento vicino Gorlice (nel teatro russo).
Erano certamente molti i motivi per i quali l’elite militare si dimostrava improv-
visamente pronta a rinunciare all’osservanza rigorosa dei manuali esistenti per
preferirvi nuovi metodi. L’esercito austro-ungarico si era ritrovato ai minimi sto-
rici per possesso di fucili e uomini, potendo contare soltanto su 516.000 (!) fucili
(= truppe da combattimento), e su 340.000 uomini sul fronte a nord est (teatro
russo). Le perdite furono enormi considerando che al milione e mezzo di soldati
mobilitati all’inizio della guerra si erano aggiunti 620.000 rimpiazzi .
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L’inverno del 1914/15 non fu un ostacolo insormontabile per lo stile opera-
34 Pitreich, August von, Die Entwicklung unseres Kampfverfahrens vom Kriegsbeginn bis zur
Gegenwart. In: Militärwissenschaftliche Mitteilungen 1935, issues 1-10, Wien 1935, p. 502.
35 Krauss, Alfred, Die Ursachen unserer Niederlage. Erinnerungen und Urteile aus dem Welt-
kriege, Wien 1920, p. 154 ff.
36 Pitreich, August von, Die Entwicklung unseres Kampfverfahrens vom Kriegsbeginn bis zur
Gegenwart. In: Militärwissenschaftliche Mitteilungen 1935, issues 1-10, Wien 1935, p. 505.
37 Österreich-Ungarns letzter Krieg, hg. Bundesministerium für Heerwesen und Kriegsarchiv, 7
Text- und 7 Kartenbände, Register, Wien 1930-1938, Bd. 2., Blg. 1

