Page 243 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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IV Sessione - L’Italia a Versailles. Aspetti di politica internazionale  241




              main-en-Laye con l’Austria. Nel discorso della Corona del 1° dicembre successivo,
              il re Vittorio Emanuele III, riferendosi ai problemi imposti dalle «nuove terre riu-
              nite all’Italia», sostenne la necessità di un «maggiore rispetto delle autonomie e
              delle tradizioni locali». Pochi mesi prima, intervenendo alla Camera il 14 luglio, il
              leader socialista Filippo Turati aveva però fatto riferimento a una petizione di 172
              comuni del Tirolo meridionale dalla quale risultava evidente che quelle popola-
              zioni di lingua tedesca mai avrebbero accettato di essere divise dalla madrepatria
              e che nessuna autonomia avrebbe potuto compensarle. Erano i germi di una con-
              troversia destinata a durare a lungo. 48


              Il problema adriatico

                 Del tutto diverso il problema del confine orientale e adriatico. Sintetizzando
                                                                         49
              al massimo, si può ricordare che il Patto di Londra assegnava all’Italia «Trieste, le
              contee di Gorizia e di Gradisca, tutta l’Istria fino al Quarnaro comprese Volosca
              e le isole istriane di Cherso, Lussino» e altre minori, nonché «la provincia di Dal-
              mazia nei limiti amministrativi attuali» e «tutte le isole situate a nord e a ovest
              della Dalmazia». Lasciava invece alla Croazia «nell’Alto Adriatico, tutta la costa
              dalla baia di Volosca alla frontiera settentrionale di Dalmazia comprendente il li-
              torale attualmente ungherese e tutta la costa di Croazia, col porto di Fiume e i
              piccoli porti di Novi e di Capolago, nonché le isole di Veglia, Pervichio, Gregorio,
              Goli e Arbe», alla Serbia e al Montenegro «nel Basso Adriatico […] tutta la costa
              da capo Planka fino al fiume Drin, coi porti importanti di Spalato, Ragusa, Cat-
              taro, Antivari, Dulcigno e San Giovanni di Medua e le isole di Zirona Grande,
              Zirona Piccola, Bua, Solta, Brazza, Jaclian e Calmotta», non accogliendo integral-
              mente, in questo secondo caso, le richieste italiane. Sempre in Adriatico, l’Italia
              riceveva inoltre «l’intera sovranità su Valona, l’isola di Saseno» e il territorio cir-
              costante, nonché la rappresentanza all’estero dell’Albania.



              48  Cfr. TOSCANO, M., Storia diplomatica della questione dell’Alto Adige. Laterza, Bari 1967, p. 5, 8,
                 23, 26-31, 47, 51-52.
              49  Sulla questione adriatica alla Conferenza di pace, oltre alle opere già citate, si veda in particolare
                 BORSANI, D., Diplomazia e strategia navale, la questione adriatica alla Conferenza di pace, in BOR-
                 SANI, D., VAGNINI, A., La Regia Marina e le questioni navali alla Conferenza di Parigi. Ufficio
                 Storico della Marina Militare, Roma 2020 (in corso di pubblicazione).
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