Page 62 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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              urtato l’elica spingente del motore centrale per poi colpire con la forza di un pro-
              iettile l’impennaggio, troncandolo di netto e determinando il collasso della strut-
              tura.
                 L’emozione suscitata dall’incidente pose fine a qualunque ulteriore tentativo
              di collegamento passeggeri con velivoli derivati da bombardieri. L’aereo era sen-
              z’altro il mezzo più rapido ma non il più economico e nemmeno il più sicuro, e
                                                                  42
              al momento sembrava idoneo solo per il servizio postale. Come sottolineò Giu-
              lio Costanzi, valoroso comandante di squadriglia e di gruppo durante la guerra e
              in seguito generale del genio aeronautico, il problema stava nell’utilizzo di mezzi
              inadeguati o malamente adattati: 43


                    L’insuccesso non meraviglia però chi ricorda che l’Aviazione civile si volle tentare
                    con le macchine aeree di guerra, dimenticando che queste erano mitragliatrici alate,
                    lanciabombe e osservatorii con le ali e non macchine da commercio e da trasporto.
                    […] La colpa di ciò non è certo dell’aeroplano. Se l’automobile fosse nato durante
                    la guerra sotto forma di Tank, nessuno avrebbe pensato di utilizzarlo per diporto
                    o per tornare la sera a casa dal teatro. […] È ovvio che l’aeronautica non potrà af-
                    fermarsi come mezzo di locomozione, praticamente e universalmente accettato,
                    se non alla sola condizione necessaria e sufficiente della sicurezza: sicurezza di par-
                    tenza e di arrivo, sicurezza di volo e di orario.


                 Il successo di alcune imprese sportive, l’esportazione di materiale aeronautico
              in Sud America e in Spagna e più tardi il clamore suscitato nel 1920 dal raid Roma-
              Tokio, non valsero a modificare questo stato di cose. Anche il tentativo di ricor-
              rere al dirigibile, modificando alcune delle aeronavi rimaste in servizio, non diede
              i risultati sperati. Il 6 dicembre 1918 l’Ispettorato di Aeronautica della Regia Ma-
              rina ordinò di studiare un allestimento del dirigibile M1 idoneo al trasporto di
              passeggeri. Venne così progettata e realizzata una speciale navicella a due piani,
              chiusa e con larghe finestre sui fianchi, da cui i passeggeri, comodamente seduti
              su poltroncine di vimini, avrebbero potuto godersi il panorama, usufruendo anche
              di un «servizio di cucina fredda e liquori». Il prezzo da pagare per un posto a



              42  In Italia un primo servizio di posta aerea, tra Civitavecchia e Terranova Pausania, in Sardegna,
                 era stato attivato il 27 giugno 1917 con cadenza giornaliera utilizzando idrovolanti FBA. In-
                 terrotto nei mesi invernali, era ripreso il 15 maggio 1918. Nel 1919 gli esperimenti di posta
                 aerea furono numerosi e il 21 maggio 1919 uno di questi fu effettuato con successo tra Trapani
                 e Pantelleria.
              43  COSTANZI, G., Note sull’aeronautica postbellica. Tipografia Radio, Genova 1922, p. 4.
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