Page 64 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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              ultime le difficili condizioni finanziarie che calamitavano l’attenzione del Governo,
              contribuirono con l’immaturità tecnologica del mezzo aereo a far sì che l’avia-
              zione civile non potesse spiccare il volo. Nonostante si tentasse di proseguire nel
              solco tracciato dal Gruppo Sperimentale Comunicazioni Aeree di Mercanti, e
              malgrado gli sforzi del ministro De Vito, nessun serio programma aviatorio venne
              impostato e i progetti di linee aeree commerciali rimasero sulla carta. Su tutto
              pesava anche la mancanza di fondi, una mancanza di cui De Vito si sarebbe la-
              mentato nel marzo 1920 con Nitti, con riferimento agli ambiziosi progetti di col-
              legamenti aerei in Libia e in Eritrea: «Le buone intenzioni di questo Ministero
              non sono sufficienti e sono certo che l’E.V. vorrà riconoscere che quando dal
              nulla o quasi si deve costituire un’organizzazione assolutamente nuova come
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              quella aeronautica coloniale occorrono degli adeguati mezzi finanziari». I fondi
              non c’erano e l’evidenza del fallimento si ebbe il 21 marzo 1920 quando, per esi-
              genze di contenimento della spesa pubblica, fu soppresso il Ministero dei Tra-
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              sporti Marittimi e Ferroviari, trasferendo la Direzione Generale d’Aeronautica
              al Ministero dell’Industria, Commercio e Lavoro, nel quale fu istituito un secondo
              sottosegretariato di Stato, preposto alla marina mercantile, all’aeronautica e ai
              combustibili.
                 Era una soluzione emblematica dello stato di confusione e incertezza di un
              periodo su cui Valle avrebbe in seguito espresso un giudizio tanto caustico quanto
              efficace: «Lo sfacelo dell’aeronautica continuava con ritmo accelerato. Interfe-
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              renze, incomprensioni, dualismi pericolosi provocavano circolari su circolari che
              si contraddicevano, litigando sulla parte programmatica e sulle dipendenze degli
              aerei e del personale, residuati della guerra vittoriosa.» Per vedere l’aviazione civile
              italiana spiccare davvero il volo si sarebbe dovuto attendere il 1926 e, del resto,
              in tutta Europa i primi significativi sviluppi si sarebbero avuti solo nella seconda
              metà degli anni Venti, con la comparsa di velivoli appositamente costruiti utiliz-
              zando strutture metalliche e miste.


              45  Il ministro dei Trasporti Ferroviari e Marittimi De Vito a S.E. Nitti presidente del Consiglio
                 dei Ministri, 9 marzo 1920 in ACS, Presidenza del Consiglio dei Ministri, 1920, b. 589, fasc.
                 3.447 – Aviazione.
              46  Regio decreto legge 21 marzo 1920, n. 304, Soppressione del Ministero per i trasporti marittimi e fer-
                 roviari, in «Gazzetta Ufficiale del Regno», n. 70, del 24 marzo 1920.
              47  VALLE, G., Uomini nei cieli op. cit., p. 75.
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