Page 67 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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I Sessione - Aspetti militari 65
stione fiumana, cadde il 15 giugno lasciando il passo a un nuovo ministero pre-
sieduto da Giovanni Giolitti, in cui Bonomi mantenne l’incarico di ministro della
Guerra. La decisione di sopprimere del tutto la Direzione Generale d’Aeronau-
tica, trasferendone le attribuzioni al Comando Superiore d’Aeronautica del ge-
nerale de Siebert, non arrivava quindi per caso e si poneva in sostanziale
continuità con il precedente operato. Oltre alle motivazioni di natura economica,
a determinare questo provvedimento, attuato con il r.d. n. 849 del 22 giugno 1920,
fu l’inefficienza della direzione guidata dal tenente colonnello Berliri-Zoppi e la
convinzione che per recuperare la situazione fosse necessario avere una maggiore
unità di indirizzo e un più rigoroso controllo della spesa. La soppressione della
Direzione Generale e il trasferimento delle sue competenze al Comando Supe-
riore d’Aeronautica furono accolti con preoccupazione da quanti credevano e
speravano nello sviluppo dell’aviazione civile, e forse anche per questo motivo il
r.d. 849 istituì una Commissione Consultiva per l’Aeronautica, nominata con de-
creto reale su proposta del ministro della Guerra, presieduta dal ministro stesso,
o dal sottosegretario di Stato per la Guerra, e composta da due membri del Par-
lamento, due professori di istituti universitari o superiori, dal Comandante Supe-
riore d’Aeronautica, da quattro esperti della materia e da un delegato per ognuno
dei ministeri della Marina, del Tesoro, delle Colonie e delle Poste, Telegrafi e La-
vori pubblici. La Commissione, i cui membri restavano in carica per due anni e
potevano essere confermati, dava pareri sui programmi concernenti l’aeronautica
civile e militare, le questioni di ordinamento generale e l’indirizzo tecnico-scien-
tifico. Nella prima seduta, il 26 luglio 1920, affidò a una sottocommissione, pre-
sieduta dal generale Moris, il compito di studiare l’ordinamento dei servizi
aeronautici. Composta da civili e militari, questa fu unanime nel decidere di con-
siderare l’Aeronautica unitariamente per quanto riguardava le costruzioni, gli studi
e la parte tecnica in generale, lasciando ai singoli dicasteri l’emanazione delle spe-
cifiche e l’impiego dei mezzi a loro necessari, ma si spaccò poi tra sostenitori del-
l’aviazione militare e dell’aviazione civile. Per superare l’impasse si decise di dare
la precedenza all’aviazione civile ma al tempo stesso di suggerire al Governo di
ricostituire una Direzione Generale d’Aeronautica nell’ambito del Ministero della
Guerra. Il confronto tra i partiti dell’aviazione civile guidato da Moris, e dell’avia-
zione militare, guidato da De Siebert, sarebbe continuato nei mesi seguenti con
un’asprezza a cui non erano estranei dissapori personali.
Nel frattempo il 19 novembre 1920 furono pubblicati quattro decreti mini-
steriali che dettavano le norme relative alla circolazione degli aeromobili, alle ma-
nifestazioni aeree, al servizio degli aeroporti, ai contrassegni di riconoscimento e

