Page 70 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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68 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
satelli riprendendo un progetto che non aveva avuto seguito per la cessazione
delle ostilità. Il prototipo del BR volò il 2 aprile 1919 e la produzione iniziò un
anno dopo, con un totale di 88 esemplari entrati in linea tra il 1920 e il 1922. Per
vedere un altro aeroplano FIAT entrare in servizio si sarebbe dovuto attendere
il 1923 e il bombardiere BR.1, seguito l’anno dopo dal caccia CR.1, anche questi
disegnati da Rosatelli.
Un percorso analogo fu quello dell’Ansaldo, che concentrò le sue attività ae-
ronautiche negli stabilimenti di Torino che erano stati della Pomilio. Il caccia An-
saldo A.1 Balilla, utilizzato al fronte in pochi esemplari tra l’estate e l’autunno del
1918, non ebbe fortuna in Italia, uscendo subito di scena dopo l’armistizio, ma
ebbe un buon successo all’estero, prima nel 1919 in Polonia, dove fu anche pro-
dotto su licenza a partire dal 1921, poi in Unione Sovietica e in Lettonia, oltre a
qualche esemplare negli Stati Uniti e nell’America Latina. Si affermò invece l’An-
saldo A.300, derivato dal Pomilio PF progettato nel 1918 per il servizio d’arti-
glieria e accantonato perché risultato perdente nel confronto con lo SVA. Nel
settembre del 1919, Stoppani e Brezzi avrebbero portato la macchina prima ad
Amsterdam e poi in Polonia, due tour promozionali che raggiunsero lo scopo
dal momento che la Polonia adottò il velivolo nell’estate del 1920 acquisendone
30 esemplari e la licenza di produzione per altri 200. Per problemi nel ciclo pro-
duttivo gli A.300/2 polacchi sarebbero stati solo 80, tutti radiati entro il 1924,
ma nelle diverse versioni – biposto e triposto -– il velivolo ebbe un buon successo
di mercato, in particolare in Unione Sovietica, con 50 macchine; in Belgio, con
30; in Spagna, con 25. Il principale utilizzatore fu però la Regia Aeronautica, che
tra il 1923 e il 1924 ne ordinò in più serie 600 esemplari rimasti in servizio fino
all’inizio del decennio successivo.
La sopravvivenza di una base industriale aeronautica fu resa possibile dalla ca-
pacità di resistenza delle realtà meglio strutturate, in grado di sopravvivere alle
turbolenze del periodo, e alla tenacia di alcuni capitani d’industria pronti a sfrut-
tare la minima opportunità. Lo stabilizzarsi della situazione politica e la nascita
della Regia Aeronautica avrebbero poi facilitato le cose con l’arrivo di nuove com-
messe. Nel frattempo, è già possibile cogliere negli anni dell’immediato dopo-
guerra l’inizio di un processo di specializzazione che, nello sviluppare dei
“campioni nazionali”, apriva la strada a una precisa distribuzione delle commesse,
con il rischio concreto di creare delle rendite di posizione. Nel settore della caccia,
accanto all’Ansaldo, erano attive la FIAT, il cui CR 1 nel giro di un paio d’anni
sarebbe diventato la macchina standard della specialità, e la Macchi, specializzata
negli idrocaccia e negli idrovolanti ricognitori, un campo dove era però in rapida

