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              satelli riprendendo un progetto che non aveva avuto seguito per la cessazione
              delle ostilità. Il prototipo del BR volò il 2 aprile 1919 e la produzione iniziò un
              anno dopo, con un totale di 88 esemplari entrati in linea tra il 1920 e il 1922. Per
              vedere un altro aeroplano FIAT entrare in servizio si sarebbe dovuto attendere
              il 1923 e il bombardiere BR.1, seguito l’anno dopo dal caccia CR.1, anche questi
              disegnati da Rosatelli.
                 Un percorso analogo fu quello dell’Ansaldo, che concentrò le sue attività ae-
              ronautiche negli stabilimenti di Torino che erano stati della Pomilio. Il caccia An-
              saldo A.1 Balilla, utilizzato al fronte in pochi esemplari tra l’estate e l’autunno del
              1918, non ebbe fortuna in Italia, uscendo subito di scena dopo l’armistizio, ma
              ebbe un buon successo all’estero, prima nel 1919 in Polonia, dove fu anche pro-
              dotto su licenza a partire dal 1921, poi in Unione Sovietica e in Lettonia, oltre a
              qualche esemplare negli Stati Uniti e nell’America Latina. Si affermò invece l’An-
              saldo A.300, derivato dal Pomilio PF progettato nel 1918 per il servizio d’arti-
              glieria e accantonato perché risultato perdente nel confronto con lo SVA. Nel
              settembre del 1919, Stoppani e Brezzi avrebbero portato la macchina prima ad
              Amsterdam e poi in Polonia, due tour promozionali che raggiunsero lo scopo
              dal momento che la Polonia adottò il velivolo nell’estate del 1920 acquisendone
              30 esemplari e la licenza di produzione per altri 200. Per problemi nel ciclo pro-
              duttivo gli A.300/2 polacchi sarebbero stati solo 80, tutti radiati entro il 1924,
              ma nelle diverse versioni – biposto e triposto -– il velivolo ebbe un buon successo
              di mercato, in particolare in Unione Sovietica, con 50 macchine; in Belgio, con
              30; in Spagna, con 25. Il principale utilizzatore fu però la Regia Aeronautica, che
              tra il 1923 e il 1924 ne ordinò in più serie 600 esemplari rimasti in servizio fino
              all’inizio del decennio successivo.
                 La sopravvivenza di una base industriale aeronautica fu resa possibile dalla ca-
              pacità di resistenza delle realtà meglio strutturate, in grado di sopravvivere alle
              turbolenze del periodo, e alla tenacia di alcuni capitani d’industria pronti a sfrut-
              tare la minima opportunità. Lo stabilizzarsi della situazione politica e la nascita
              della Regia Aeronautica avrebbero poi facilitato le cose con l’arrivo di nuove com-
              messe. Nel frattempo, è già possibile cogliere negli anni dell’immediato dopo-
              guerra  l’inizio  di  un  processo  di  specializzazione  che,  nello  sviluppare  dei
              “campioni nazionali”, apriva la strada a una precisa distribuzione delle commesse,
              con il rischio concreto di creare delle rendite di posizione. Nel settore della caccia,
              accanto all’Ansaldo, erano attive la FIAT, il cui CR 1 nel giro di un paio d’anni
              sarebbe diventato la macchina standard della specialità, e la Macchi, specializzata
              negli idrocaccia e negli idrovolanti ricognitori, un campo dove era però in rapida
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