Page 71 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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I Sessione - Aspetti militari 69
ascesa la Società Idrovolanti Alta Italia, SIAI. L’Ansaldo con il suo A300.4, ultima
e più avanzata versione del velivolo, deteneva il monopolio della ricognizione,
mentre le commesse relative ai bombardieri privilegiavano ancora la Caproni –
almeno per il bombardamento notturno – rispetto alla FIAT, che con la famiglia
BR puntava sul bombardamento diurno. Diretta conseguenza della forte contra-
zione del mercato interno, dove il mancato sviluppo di un’aviazione civile non
poteva compensare il ridursi delle commesse militari, era la ricerca di nuovi sboc-
chi di mercato, favorita sia dal buon livello tecnologico raggiunto durante il con-
flitto, sia dal generale rallentamento che la crescita in questo specifico settore subì
negli anni Venti. La smobilitazione e la diffusa volontà di disarmo, a cui si ac-
compagnava una forte contrazione dei finanziamenti governativi, non incorag-
giavano infatti l’innovazione, consentendo a un’industria quale quella italiana non
molto propensa a investire in ricerca e sviluppo, di tenere il passo con le altre e
anzi di far valere il buon livello raggiunto con gli sforzi fatti in precedenza e una
politica mirata di accordi e collaborazioni internazionali.
Giulio Douhet e la teoria della guerra aerea
La creazione dell’Arma Aeronautica con l’ordinamento Bonomi aveva rilan-
ciato il tema dell’indipendenza dell’Arma azzurra, un tema ben presente nella
mente dei più accesi sostenitori del concetto di potere aereo. Tra questi il più ce-
lebre è senz’altro Giulio Douhet che nel 1919 avrebbe pubblicato un romanzo
fantascientifico, in linea con il gusto del tempo, in cui ipotizzava una repentina
conclusione della Grande Guerra con la vittoria totale dell’Intesa grazie all’inter-
vento di una forza aerea interalleata in grado di portare morte e distruzione nelle
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città tedesche. Entrata in campo proprio quando la Germania si apprestava a
schierare carri armati e sommergibili di nuova concezione, questa armata aerea
ne aveva piegato la volontà di combattere con pochi e repentini colpi di maglio.
È una visione in cui si inquadrano sia l’idea della distruzione integrale, attraverso
la quale l’offesa aerea può raggiungere tutta la sua efficacia materiale e morale,
sia l’impiego delle armi chimiche, con le quali questa azione cessa di essere istan-
tanea e lineare per protrarsi nel tempo e svilupparsi in volume. Nel 1921 Douhet
avrebbe infatti individuato in una combinazione micidiale di ordigni esplosivi, in-
cendiari e chimici lo strumento per massimizzare gli effetti di un bombardamento
51 DOUHET, G., Come finì la Grande Guerra, la vittoria alata. Secondo migliaio. L’Eloquenza, Roma
1919.

