Page 72 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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70 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
aereo e conseguire in modo rapido ed efficace il fine ultimo di distruggere il mo-
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rale dell’avversario: «la distruzione completa dell’obiettivo prescelto, oltre all’ef-
fetto materiale, produce un effetto morale che può avere enormi ripercussioni.
Basta immaginare ciò che accadrebbe, fra la popolazione civile dei centri abitati,
quando si diffondesse la notizia che i centri presi di mira dal nemico vengono
completamente distrutti, senza lasciare scampo ad alcuno». Come conseguenza
dell’esperienza della Grande Guerra e della volontà di scongiurare il riproporsi
di un analogo scenario, il bombardamento aereo in chiave strategica, con l’im-
piego delle più terribili armi di distruzione, diventava il mezzo per evitare un pro-
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lungato confronto di attrito e arrivare rapidamente a una decisione: «Più le armi
avranno effetti rapidi e terrificanti, più presto giungeranno sui centri vitali, più
profondamente agiranno sulle resistenze morali, e più la guerra si farà realmente
civile, perché più ne verranno limitati i danni in ordine al complesso dell’umanità.
Più le armi potranno gravemente offendere la generalità dei cittadini e toccare
direttamente i loro interessi, più rare si faranno le guerre, perché nessuno potrà
dire: “armiamoci e partite”».
Concetti analoghi si possono ritrovare negli scritti di altri autori di quel periodo
ma è indubbio che l’emergere di una dimensione strategica del mezzo aereo, de-
stinata ad alimentare il dibattito dottrinale, rafforzava quell’identità aeronautica
alimentata dalla consapevolezza di una specifica competenza ambientale nata nei
cieli della Grande Guerra e dava la spinta decisiva per la trasformazione dell’Arma
aerea in Forza Armata indipendente.
52 DOUHET, G., Il Dominio dell’Aria e altri scritti, in BOZZO, L. (a cura di). Ufficio Storico Ae-
ronautica Militare, Roma 2002, p. 28-29.
53 Ivi, p. 221.

