Page 77 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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I Sessione - Aspetti militari                                          75




              cesso comportava, peraltro, numerosi trasferimenti di reparti e di uomini, nonché
              esigenze di riaddestramento di militari più giovani, destinati a sostituire gli spe-
              cializzati dei Servizi da congedare. Seguivano le prime disposizioni orientative
              circa le modalità dello «Scioglimento di Comandi di Grandi Unità» (f. n. 56477
              in data 11.XII. 1918). Venivano anche disciolte moltissime unità nel territorio: di
              milizia territoriale, presidiarie e comandi ed enti di vario genere; numerosi reggi-
              menti e battaglioni di marcia; un gran numero di unità di bombarde, di artiglieria
              da campagna e d’assedio, di centri sanitari, di raccolta e comandi di tappa. Si an-
              dava, così, attuando celermente il programma di smobilitazione che era stato de-
              lineato nel promemoria del 14 novembre, cui si è accennato in precedenza.
                 Per quanto si riferisce alle brigate di fanteria, allora pedine fondamentali del-
              l’Esercito mobilitato, il 13 gennaio 1919 veniva annunciato, con il foglio 57440
              R.S., lo scioglimento di 19 brigate, che avrebbe dovuto permettere di tenere a nu-
              mero – per quanto possibile – le restanti destinate per il momento a sopravvivere.
              Erano inoltre mantenute le brigate Pinerolo e Granatieri, alle dipendenze della 3 a
              Armata, rispettivamente per il presidio della piazza marittima di Pola e per quello
              di Fiume quale parte del Corpo di Occupazione Interalleato di Fiume (C.O.I.F.).
              Entro i primi giorni di gennaio, inoltre, erano avviati nelle retrovie tutti i batta-
              glioni di marcia della classe 900, il cui personale doveva essere posto successiva-
              mente in licenza illimitata, nonché quasi tutte le divisioni di cavalleria (la 2 e la
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              4 Divisione). Peraltro anche la 3 Divisione doveva presto seguire le altre al rien-
              tro al territorio. Venivano inviati nelle retrovie anche numerosi reggimenti di ar-
              tiglieria da campagna sia per disporre di unità per l’eventuale mantenimento
              dell’ordine pubblico sia per facilitare il rifornimento foraggi e i relativi trasporti,
              alleggerendo il numero dei cavalli in zona di guerra.
                 Al momento della fine della guerra con l’Austria-Ungheria il ministro delle
              Colonie aveva, inoltre, rappresentato che le condizioni armistiziali non avevano
              sufficientemente salvaguardato i nostri interessi nelle colonie, garantendo la ces-
              sazione delle attività dei turchi in Libia, c’era quindi la necessità di irrobustire le
              nostre forze, consentendo di ripristinare una situazione compromessa durante il
              conflitto. Il Comando Supremo già il 24 novembre 1918 disponeva per la cessione
              al Ministero delle Colonie di unità e materiali pari a un corpo d’armata rinforzato.
              In data 27 novembre veniva inoltre disposto per un notevole rafforzamento delle
              forze aeronautiche in Libia.
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