Page 78 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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76 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
Il congedamento degli ufficiali
La cessazione dello stato di guerra e, dunque, i provvedimenti per la smobili-
tazione, apparentemente tecnici, costituivano invero un problema politico che il
generale Giardino giudicava di fondamentale rilevanza, la cui parte più delicata e
spinosa riguardava certamente i soldati, «che è quanto dire l’intera Nazione», ma
quella più complessa e di difficile risoluzione concerneva i quadri, in particolare
gli alti ufficiali, da colonnello a generale di corpo d’armata, che sovrabbondavano
considerevolmente. 6
Questa questione presentava, infatti, una problematica particolare tale da ve-
nire affrontata separatamente da quella della truppa, per vari motivi. Innanzitutto
il numero degli ufficiali in servizio attivo permanente, era stato sempre deficitario;
inoltre le esigenze dell’Esercito mobilitato avevano depauperato l’intera organiz-
zazione territoriale che doveva ora essere rinsanguata tempestivamente, tanto più
che in essa erano stati impiegati i quadri più anziani, che adesso avrebbero dovuto
essere congedati per primi. Inoltre, le esigenze dell’Esercito erano in questo mo-
mento maggiori in attività di assistenza sanitaria e in interventi di lavoro che in
attività operative; d’altra parte il Paese e le pubbliche amministrazioni reclamavano
il congedo anticipato di particolari categorie di funzionari e di professionisti, ne-
cessari per una ripresa delle attività. Per quanto si riferiva agli ufficiali in S.A.P. si
verificava quindi un trattenimento temporaneo in servizio anche di quelli già in
ausiliaria e nella Riserva. I primi congedamenti, limitati ai nati anteriormente al-
l’anno 1874, erano disposti il 14 dicembre 1918 a partire dal 22 del mese (circ.
2470) altri avvenivano con circolari del 17 e del 28 dicembre; tuttavia entro la
prima metà di gennaio 1919 i congedamenti erano limitati solo fino alla classe
1876. Peraltro, mentre venivano trattenuti in servizio medici, farmacisti, cappellani
militari, ingegneri e ragionieri, venivano invece anticipati i congedamenti di sin-
daci, segretari comunali, funzionari di amministrazioni centrali e provinciali, opere
pie, Istituto Nazionale delle Assicurazioni, ecc.. Come avvertito da Vincenzo Gal-
linari nel suo libro L’Esercito Italiano nel primo dopoguerra 1918-1920, è piuttosto
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arduo definire in cifre l’entità dei congedamenti avvenuti entro la fine del 1918
date le contraddizioni esistenti fra vari documenti, di cui alcuni del tutto inatten-
dibili. Comunque alla data del 10 gennaio 1919 erano stati posti in congedo gli
ufficiali delle sole classi anteriori al 1876 la cui consistenza totale era di 6411. Pe-
6 Cfr. SGUEGLIA DELLA MARRA, S., L’esercito nella Crisi op. cit., p. 162.
7 Stato Maggiore Esercito, Ufficio Storico, Roma 1980.

