Page 80 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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78 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
L’assistenza agli ex prigionieri non mancava di presentare particolari difficoltà; il
loro passaggio per città e stazioni ferroviarie, oltre a richiedere interventi di raf-
forzamento della vigilanza per il loro controllo provocava anche richieste del-
l’opinione pubblica di un più sollecito intervento a loro favore, di cui il presidente
Orlando si faceva portavoce. Con una disposizione del 19 novembre 1918, inoltre,
veniva autorizzata la concessione di licenze ai liberati meritevoli, il cui reimpiego
avrebbe dovuto avvenire seguendo la sorte della rispettiva classe di appartenenza.
Con altre disposizioni veniva altresì ordinato di accelerare per quanto possibile
le procedure delle commissioni interrogatrici; sicché verso la metà del gennaio
del 1919, essendo assai diminuito il flusso degli arrivi e avviato il deflusso, pote-
vano essere disciolti tre dei quattro centri di raccolta rimanendo in funzione il
solo centro di Mirandola, che avrebbe dovuto progressivamente contrarsi fino a
un minimo per eventuali ulteriori arrivi. 8
Cura del morale e dell’efficienza del reparti
La cessazione delle ostilità, la trasformazione dei compiti delle unità e le inci-
sive mutazioni organiche per effetto dei congedamenti e degli scioglimenti di re-
parti tendevano ad avere ripercussioni sull’efficienza operativa degli stessi e sulla
loro compattezza disciplinare. Il Comando Supremo seguiva, quindi, con parti-
colare vigilanza la situazione morale e disciplinare delle unità attraverso le relazioni
quindicinali degli uffici informazioni delle armate e le numerose e interessanti
comunicazioni degli ufficiali dei nuclei di collegamento e degli ufficiali alla pro-
paganda. Il Comando Supremo, con il messaggio 15388 in data 18 novembre, di-
sponeva che si evitasse assolutamente di lasciare in ozio le truppe e si desse
sviluppo a istruzioni che necessità di guerra non avevano fino ad allora consentito
di svolgere. Veniva raccomandato in particolare di «migliorare con razionale eser-
cizio le condizioni fisiche […] e [di curare] con ogni mezzo il benessere morale
e materiale del soldato». In data 1° dicembre venivano date disposizioni circa il
contegno dei militari in pubblico; ulteriori raccomandazioni venivano rivolte con
altre circolari del 10 e del 14 gennaio 1919 riguardo l’obbligo del saluto e la cura
delle uniformi. In data 22 gennaio, infine, il nuovo ministro, gen. Enrico Caviglia,
diramava, quale uno dei suoi primi atti di governo, la circ. 2600 in cui si richiamava
l’obbligo dei militari di astenersi dal partecipare a pubbliche dimostrazioni e a
manifestazioni di carattere politico di vario genere. Mentre non mancava di giun-
8 Cfr. ROVIGHI, A., L’esercito op. cit., p. 1081-1084.

