Page 75 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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I Sessione - Aspetti militari 73
ganizzazione territoriale, investita dai problemi connessi con la smobilitazione.
Per affrontarli venivano anzi disposti richiami in servizio di anzianissimi nella Ri-
serva ed erano concordati, tra Ministero della Guerra e Comando Supremo, pro-
grammi di trasferimenti dalla zona di guerra agli enti territoriali. D’altra parte,
erano già state avvertite dal Comando Supremo le preoccupazioni espresse da
molti ufficiali di complemento circa la propria sistemazione postbellica, sicché si
poteva presumere non sgradito da molti un mantenimento in servizio anche per
un certo tempo. Intanto, presso il Comando Supremo si andava definendo l’orien-
tamento verso i possibili ordinamenti postbellici, ai quali tendere almeno prov-
visoriamente in attesa di soluzioni definitive. È noto come sulla questione di tali
ordinamenti dovevano aversi, negli anni successivi, polemiche e discussioni infi-
nite che, nelle incertezze e nei contrasti politici del dopoguerra, troveranno un
forte alimento e che si concluderanno solamente nel 1923 e nel 1925 con gli or-
dinamenti Diaz e Mussolini. Può, pertanto, presentare interesse ricordare come
i lineamenti ordinativi che risulteranno adottati successivamente fossero già per
gran parte definiti in promemoria interni del Comando Supremo, elaborati nel
novembre del 1918.
L’Ufficio Operazioni presentava, infatti:
- il 14 novembre, un interessante promemoria circa la «costituzione dei Co-
mandi in tempo di pace», che registrava importanti modifiche all’organiz-
zazione precedente e che risulterà adottata su vasta scala nel nostro e in
altri eserciti; lo accompagnava un annesso relativo a una ristrutturazione
del Servizio Informazioni;
- in data 18 novembre, un «progetto di riordinamento dell’artiglieria per il
dopo guerra» basato su un ordinamento di pace di 15 corpi d’armata (cioè
i 12 anteriori al conflitto più tre destinati al Trentino, Venezia Giulia e Al-
bania) e 31 divisioni di fanteria;
- in data 28 novembre un «progetto di difesa permanente del confine», che
proponeva la costituzione di zone fortificate sulle grandi strade di confine
(7-8 al confine francese e 11 al nuovo confine con l’Austria e la Jugoslavia),
con opere avanzate e arretrate e unità di guardia di confine.
Nei riguardi degli ordinamenti postbellici un problema era, anche, quello di
decidere cosa fare dei reparti di Arditi e d’assalto che erano stati costituiti. Esso
poteva trovare facile soluzione per i plotoni di Arditi inseriti nei battaglioni alpini
e bersaglieri e nei reggimenti di fanteria, i cui uomini potevano essere riassorbiti
con lo scioglimento dei reparti. Cosa diversa era, invece, rappresentata dai reparti
d’assalto delle armate e dalle due divisioni d’assalto, per la cui costituzione erano

