Page 14 - Carlo Alberto dalla CHIESA - Soldato, Carabiniere, Prefetto
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alessia a. glielmi
– rendere edotti, fin dai primi momenti, gli ufficiali e la truppa circa il contegno da
tenere della necessità di non allontanarsi isolatamente e disarmati e non andare
in giro durante le ore notturne, della necessità che in quello, più che in ogni altro
luogo, bisogna tacere;
– organizzare collegamenti con i comandi direttamente dipendenti oltre che con
i mezzi esistenti anche con i mezzi a disposizione.
Nelle primissime fasi, il nome di dalla Chiesa non compare mai negli elenchi degli
ufficiali e dei soldati impiegati. È presente nei prospetti nominativi dalla fine di marzo.
In particolare, su un documento si legge che risulta imbarcato a Bari il 13 aprile e
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sbarcato alle Bocche di Cattaro il 16. Lo ritroveremo, a seguire in un prospetto, datato
30 aprile, e uno 1° maggio . Vale la pena di evidenziare che nello stesso reggimento,
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10 erano presenti insieme a dalla Chiesa anche Arrigo Boldrini , uno storico coman-
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dante partigiano , e Edmondo Bruno Arnaud, capitano del 120° Reggimento che
dopo l’8 settembre 1943, alla testa della sua compagnia, difese a oltranza la piazza
marittima di Cattaro dagli attacchi delle SS della Divisione «Prinz Eugen».
Le Bocche di Cattaro, dunque, seppur per pochi mesi, furono il difficile e discon-
tinuo teatro di guerra di dalla Chiesa. Era un territorio faticoso, composto da una
serie di insenature della costa dalmata meridionale del mare Adriatico costituite da
ampi valloni fra loro collegati, una sorta di fiordi, che si inseriscono profondamente
nell’entroterra.
Ma quali furono i compiti del Reggimento ? In che tipo di attività i soldati italiani
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furono impiegati?
Per rispondere a questo quesito sono stati analizzati i documenti conservati presso
l’Ufficio storico dello Stato Maggiore dell’Esercito italiano . Si tratta dei diari storici
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e della documentazione di carattere strategico a essi annessa. Quando il comando del
Corpo d’armata dispose il subentro della Divisione «Emilia» e il disimpegno della
Divisione «Messina» con compiti di presidio territoriale nella zona delle Bocche di
Cattaro prescrisse ai soldati di:
– assumere la difesa dei presidi e dei servizi di carattere territoriale di Cattaro e di
tutta la fascia Costiera Kadovcic (sic!);
– assumere la difesa costiera del tratto col concorso degli elementi della Regia Ma-
rina e della Regia Guardia di Finanza in posto, nonché di forze extra divisionali;
– assumere la protezione della ferrovia da Zelenika a Gruda […];
[…]
Per ciascun presidio era prevista la redazione di progetti per i lavori di difesa territoriale:
postazioni per armi automatiche, appostamenti per tiratori, reticolati, sbarramenti stra-
11 Ordine permanente n. 23 del 13 maggio 1942.
12 È importante precisare in questa sede che, sulla base delle tipologie di informazioni contenute
nei diari storici del 120° Reggimento, fonte archivistica primaria per questo approfondimento,
non è stato sempre possibile distinguere con precisione quali furono le attività in cui fu impiegato
il sottotenente dalla Chiesa.
13 Anche il nome di Boldrini è presente nel prospetto degli ufficiali con il grado di tenente.
14 Si veda: C. Visani, Arriverà quel giorno... Lettere dal fronte e dai campi di prigionia (1943-45), Pendragon,
2000; A. Bartolini – A. Terrone, I militari nella guerra partigiana in Italia 1943-1945, Ufficio Storico
dell’Esercito, Roma 1998, p. 139.
15 Il comandante del 120° reggimento fu, dal 1941 al 1943, il colonnello Piramo Pasquini che
compare come firmatario della maggior parte della documentazione. A Pasquini è riconducibile
il fascicolo n. 160 «Colonnello Pasquini Piramo» del fondo archivistico della Commissione d’in-
chiesta per i criminali di guerra italiani secondo alcuni Stati esteri, il cui inventario è stato pub-
blicato da Alessandro Gionfrida a cura Ufficio storico dello Stato Maggiore dell’Esercito italiano.
16 D’ora in poi Ussme.

