Page 148 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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italiani in patria. Le trasmissioni di Radio Londra, che si arricchirono già
               nel  corso del  1940 dell'apporto  dei  fuoriusciti  italiani,  erano  state pro-
               mosse dall'Intelligence Propaganda Service del Ministry of Information,
               con la collaborazione del Ministry of Foreign Affairs e della BBC; il bolletti-
               no Mazzini News e le trasmissioni dall'America furono realizzate, invece,
               per volontà e con la diretta partecipazione degli antifascisti fuoriusciti che
               volevano spiegare gli avvenimenti italiani all'America e far comprendere
               alcune verità sul fascismo. Bisogna infatti ricordare che la grande maggio-
               ranza degli itala-americani erano fascisti:  ''fascisti della prima ora'', come
               si  usava dire,  che avevano  molto  ammirato gli  anni iniziali  del  regime,
               ma che non erano in diretto contatto con la realtà quotidiana della vita
               italiana, e quindi non erano a conoscenza degli sviluppi del regime in po-
               litica interna; gli stessi antifascisti esuli in America, volendo poi sensibi-
               lizzare opportunamente anche le autorità americane circa la vera natura
               del regime fascista, per attenerne il necessario appoggio, comprendevano
               però che il Presidente degli Stati Uniti non poteva appoggiarli troppo aper-
               tamente ed inimicarsi la folta maggioranza di itala-americani simpatizzanti
               del regime,  costituendo essi una potente lobby all'interno del Paese.  Oc-
               correva dunque spiegare il senso  dell'antifascismo e della  storia liberale
               e democratica dell'Italia risorgimentale e unitaria pre-fasbsta e convince-
               re le  autorità americane e itala-americane a  considerare con  interesse e
               addirittura ad auspicare un cambio di  regime (1).
                    Perché dunque la radio divenne così importante nella seconda guer-
               ra mondiale, tanto da far parlare di "guerra delle onde" ? Lo stesso fasci-
               smo ne aveva esaltato durante circa un ventennio le possibilità per fame
               un utile ed efficace  strumento di  propaganda:  ogni locale pubblico che
               aveva un apparecchio radio lo esponeva, divenendo un punto d'incontro
               e di servizio, soprattutto per facilitare l'ascolto e la diffusione dei discorsi
               del Duce e dei gerarchi. Insieme all'Istituto Luce che svolgeva  una forte
               azione propagandistica con i suoi notiziari e documentari, l'EIAR, note-
               volmente potenziata rispetto ai primi anni '20, era divenuta un valido mezzo
               per la formazio~e dell'opinione pubblica da parte del Minculpop. Era sta-
               to lo  stesso  fascismo  a  spingere gli  italiani all'acquisto  degli  apparecchi
               radio, ma il momento in cui il regime non ebbe più l'esclusiva delle tra-



               (l)  Cfr. Ph. V.  Cannistraro, Il fascismo italiano visto dagli Stati Uniti: cinquant'anni di studi
                   e di interpretazioni, in "Storia contemporanea", II (1971), n.  3, pp. 599-622; id., La
                  fabbrica  del consemo.  Fascismo  e mass-media,  Roma-Bari,  1975.


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