Page 158 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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possibili atti a convincere gli ascoltato..ri della veridicità delle notizie tra-
smesse, in evidente contrapposizione ai bollettini italiani spesse volte men-
zogneri, per ottenere la fiducia incondizionata degli ascoltatori verso le
informazioni di Radio Londra.
Si evitò anche di fare previsioni militari di qualsiasi tipo su avanza-
te, ritirate, sorti di combattimenti in corso, in modo da accreditare sem-
pre più la serietà della fonte di informazione, dando solo notizie di fatti
realmente avvenuti e con dati certi. Anche il quarto documento sopra ci-
tato è rilevante ai fini dell'analisi fin qui condotta: quello del dicembre
1940 < 28>, sulla situazione italiana alla fine del 1940, ove ben si nota che
l'Italia era entrata in guerra esausta considerato che era in condizioni di
belligeranza, senza intervallo, dal1935. Indubbiamente il prestigio di Mus-
solini aveva tratto notevoli vantaggi dalla sconfitta dell'Etiopia, ma quan-
do dall'Etiopia si era passati alla Spagna, da lì all'Albania, dall'Albania
ad un'altra prospettiva di guerra, tutti questi avvenimenti bellici, non sem-
pre coronati da successo, anzi dal contrario, non avevano più giovato al-
l'immagine del Duce; da un punto di vista economico, il popolo era stanco
di avere continuamente tasse da pagare: erano stati fatti in quattro anni·
quattro prelievi sul capitale, e le merci sui mercati erano di cattiva quali-
tà, nonostante la costante ascesa di prezzi < 2 9>.
Mussolini doveva dunque venire considerato dagli italiani, quale era
e cioè l'unico responsabile della difficile situazione italiana, tanto più se
si considerava che, tra l'altro, egli aveva dichiarato varie volte che l'Asse
rappresentava il suo capolavoro politico, per mezzo del quale l'Italia sa-
rebbe stata riconosciuta come grande potenza mondiale accanto alla Ger-
mania <3°>. Mussolini aveva gestito il potere civile e militare in prima
persona e aveva impedito agli alti gradi militari di fare il loro dovere, silu-
randoli poi come incapaci, alle prime disfatte: quindi a nessun altro si
potevano ascrivere le responsabilità della disperata situazione italiana, se
non a lui, in prima persona, e ai suoi collaboratori.
Gli italiani, nell'opinione degli inglesi, non erano dei combattenti nati,
per tradizione culturale e avevano dovuto affrontare una serie di grandi
(28) Doc. Pro, Fo, R 9022/6600/22 del dicembre 1941, in Radio Londra. 1940-1945,
cit., p. CXVIII.
(29) V. Totalitarian Budgeting dell'8.4.1941.
(30) Cfr. Winter 17-18 and now, del 2.4.1941 e La reclame in "Corsivo di terza pagina"
di Paolo Treves, del 19.4.1941: ... Musso non ha saputo prenotare {di posti liberi} ... che
quello di provincia mediterranea del Grande Reich.
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