Page 159 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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sacrifici per una politica di cui non sempre avevano compreso le direttive
e che il più delle volte non avevano condiviso. Gli italiani non avrebbero
perdonato al vinto, Mussolini e il suo partito; e non avrebbero perdonato
nemmeno, forse, lo stesso Re e suo figlio che avrebbero potuto soccombe-
re nella tempesta politica che avrebbe fatto seguito al cambio di governo.
Queste furono le linee generali date dagli organi preposti e puntual-
mente seguite nel corso delle trasmissioni di Radio Londra con una sotti-
gliezza tecnico-psicologica interessante: più che dire chiaramente agli
ascoltatori non dovete aver fiducia in quello che gli altri vi dicono, i testi utilizza-
rono ampiamente una formula di occulta persuasione quale tutti gli altri
pensano che ... ; i vostri stessi vicini pensano che: a questo servivano principal-
mente le trasmissioni cosiddette "leggere", per convincere le classi medie
e medio-basse che alcune opinioni erano ormai largamente diffuse; il con-
senso diffuso degli interlocutori poteva dare forza a tutti di esprimere le
proprie opinioni e quindi rendere sempre più chiaro il "dissenso" popo-
lare al regime, fino a giungere alla richiesta forte di un cambio politico.
Nelle direttive generali del settembre del1940 precedentemente ricor-
date, si menzionarono anche i rapporti fra Stato e Chiesa, sostenendo che
nei commenti politici si doveva sviluppare l'argomento concernente il neo-
paganesimo imperante in Germania e la posizione dei cattolici nel regime
nazista. E soprattutto si sarebbe dovuto insistere su quale sarebbe stata la
posizione del Papa e della Santa Sede se i tedeschi avessero vinto. Nel1941,
però, questo argomento non fu toccato da Radio Londra, probabilmente
perché il Vaticano stava ancora elaborando la sua strategia rispetto ad una
Germania che ne sollecitava diplomaticamente l'appoggio e ad una Italia
fascista, con la quale da poco più di un decennio, dopo quasi cinquant' an-
ni, aveva concluso un Concordato decisamente favorevole per la Chiesa:
quindi l'argomento era ancora troppo delicato e una sua non corretta o
opportuna trattazione avrebbe potuto pregiudicare le stesse decisioni del
Vaticano rispetto al proprio comportamento nel conflitto <3 1>.
Nel 1940 l'atteggiamento di Radio Londra verso l'Italia non bellige-
rante fu ... cauto e tendenzialmente amichevole <32l, ma già in quell'anno i testi
di Stevens iniziarono a sottolineare ripetutamente che se l'Italia avesse
(31) Cfr. il saggio pubblicato in questo volume di D. Veneruso, La Santa Sede e la Seconda
Guerra Mondiale nel 1941.
(32) Cfr. Radio Londra. 1940-1945, cit., p. XXVIII.
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