Page 373 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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2 gruppi "Stuka", l squadriglia caccia bombardieri "Me. 110", l squadriglia ri-
cognizione 'Ju. 88" in Derna; l squadriglia caccia "Me. 109" in Ain el Gazala.
In base alle notizie in possesso del Superasi, la situazione delle forze britanni-
che in Cirenaica e in Egitto risultava essere la seguente: guarnigione di Tobruch,
2 divisioni e altre forze non indivisionate; fronte di Sollum, 2 a divisione corazzata
su 2 brigate; deserto occidentale, forze equivalenti a 4 divisioni, di cui una coraz-
zata; presidi di Siwa, Sitra e Baharia, valutati complessivamente a una divisione;
zona del Delta, da 5 a 6 divisioni, delle quali metà in riorganizzazione; zona del
canale, contingenti pari a una divisione, più forze egiziane; in affluenza dalla ma-
dre patria, via Capo, 25-30.000 uomini.
Alla vigilia del nuovo attacco la piazzaforte di Tobruch si presentava più for-
te di quanto non fosse all'atto dell'attacco del 13-17 aprile e la sua difesa era stata
rafforzata con nuovi campi minati, con carri "Matilda" e 5.000 t di rifornimenti.
Il nuovo attacco avrebbe dovuto avere inizio alle 19,30 del 30 aprile, con
obiettivo della prima giornata lo sfondamento della cintura fortificata in corrispon-
denza del caposaldo di Ras el Medanuar; sarebbe proseguito il mattino successivo
con direttrice Giaida-Pilastrino-Tobruch. L'azione di sfondamento venne affidata
a 2 gruppi di combattimento tedeschi: metà della "Sa Leggera" a destra, "15a
Corazzata" a sinistra. Le restanti forze d'investimento avrebbero appoggiato l'azione
con il fuoco e avrebbero impegnato le forze antistanti con puntate offensive locali.
L'attacco, sostenuto dall'aviazione, partì secondo il piano previsto; venne su-
perata la cintura fortificata per una profondità di circa 3 chilometri, occupata la
q. 209 di Ras el Medanuar; nella giornata del l maggio si svolsero accaniti com-
battimenti per tentare di allargare la breccia attraverso la quale un gruppo di com-
battimento dell'"Ariete" conquistò le opere R7 e R9, mentre durante la notte unità
della "Brescia" e unità tedesche avevano conquistato le opere S7, S3 e SS. Il nemi-
co procedé con reazioni di fuoco violente e facendo ricorso a numerosi contrattac-
chi locali e contrassalti, come pure a puntate di carri. Un robusto contrattacco
inglese, sferrato nel pomeriggio del giorno l, venne sventato e respinto. Nella not-
te sul 2 cessarono i contrattacchi nemici, mentre continuò vigoroso il fuoco del-
l'artiglieria. Venne disposto che si allargasse la fronte d'attacco, venisse creato un
sistema unico dall'opera Rl1 alle opere S8 e S9, si continuasse nelle azioni dimo-
strative e d'inganno e per il momento ci si interrasse, in attesa che giungessero
dalla Germania unità del genio, particolarmente equipaggiate e addestrate per l'e-
spugnazione delle opere fortificate. La sosta si protrasse e in pratica segnò il falli-
mento del secondo tentativo di espugnazione di Tobruch.
Le forze dell'8 a Armata, da parte loro, impostarono e tentarono due
operazioni - la "Brevity" dal 15 al 18 maggio e la "Batdeaxe" dal 15
al l 7 giugno - contro le posizioni itala-tedesche di Halfaya-Sollum - ri-
dotta Capuzzo, con l'intento di rompere l'assedio di Tobruch, ma entram-
be si conclusero con il fallimento (Vds. Riquadro n. 4 e n. 5 pagg. 372-373).
Il fallimento dei quattro tentativi rese evidente che nello scacchiere
era stata raggiunta una situazione di equilibrio tra gli opposti dispositivi
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