Page 480 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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alcuni "S-82" sui quali si riusciva ad imbarcare uno di questi aerei smon-
tato, completo di motore e due semiali di scorta. Il primo "FIAT CR-42"
fu trasportato il23 agosto. La punta massima mensile fu raggiunta nel marzo
1941 con 15 velivoli. L'ultimo venne portato a Gura il28 marzo. In tutto
furono 51 i "CR-42" trasportati in A.O.I .. Per contrastare in qualche mo-
do i temibili caccia "Hurricane" furono approntati "S-82" in grado di tra-
sportare il più moderno monoplano "Macchi MC-200" ma il precipitare
della situazione in A.O.I. fece cancellare il programma. Il 27 aprile perve-
niva a Superaereo (S.M.R.A.) dal Comando Aeronautica A.O.I. il messag-
gio: "Sia sospesa qualsiasi partenza apparecchi". Dopo il giugno 1941 furono
compiuti altri dieci voli per gli ultimi presidi che resistevano isolati; Gim-
ma e Gondar. Toccò agli "S-75" meno caricati e quindi idonei ad operare
su quei piccoli campi. Il volo era reso ancora più arduo dal dover indivi-
duare dopo percorsi di 4.000 km, un punto nell'Africa, senza radio fari e
assistenze e con le sfavorevoli condizioni meteo della stagione. Gimma cad-
de il 21 giugno. Gli altri voli furono per Azozò (Gondar). Gli "S-75" do-
vettero ridurre il carico a 1.000 kg. Alla partenza da Gondar, dovevano
fare rifornimento a Gibuti nella Somalia francese. Quelle autorità, onde evi-
tare "grane" chiesero che i velivoli fossero contrassegnati dalla Croce Ros-
sa. Nonostante la precauzione, il 6 ottobre, l' "I-LUNO" in sosta a Gibuti
da Go n dar venne attaccato e distrutto da un "Curtiss P-40" della RAF.
L'ultimo collegamento vede l' "S-75" saltare Gondar perché nella notte
non è individuato il campo. L'aereo si rifornisce a Gibuti e riparte per
Gondar il 12 ma non giungerà mai, perdutosi in atterraggio d'emergenza
a Magdala. Si prepara un'altro "75" a lungo raggio ma il27 Gondar cade.
Si concludeva così un'epopea professionale per gli uomini dei SAS.
Gli "S-82" del 149° Gruppo si sobbarcarono la parte maggiore e difatti
il reparto è quello che all'epoca ha svolto la più intensa attività tra quelli
di ogni specialità.
Le missioni di aviotrasporti in A.O.I. così si sintetizzano: viaggi ef- .
fettuati in andata e ritorno 330, ore di volo 5900, passeggeri trasportati
1770, materiale 227 t, bagagli 52 t, posta 81 t, personale disperso 12,
velivoli perduti 13. Un risultato eccezionale specialmente considerando
le perdite relativamente lievi.
In A.O.I. operò anche un Nucleo Comunicazioni con equipaggi e aerei
dell' "Ala Littoria", che mantennero fine al possibile i collegamenti tra i centri
di quel territorio. Si trattava di 25 trimotori di vario tipo. Prima della fine
della resistenza tre "S-73" ed un "Ca.148" riuscirono a beffare la sorve-
glianza inglese e al prezzo di autentiche peripezie, a raggiungere l'Italia.
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