Page 483 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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tre velivoli trasportarono munizioni e mitragliere da 20 da Roma, via Lecce-
            Rodi, fino a Mossul. L'episodio si concluse rapidamente a favore degli in-
            glesi. In totale i S.A.S. trasportarono in 18 missioni 18 tonnellate di armi.
            Alcuni  "S-81" svolsero  azioni di supporto alla  15 5 a Squadriglia Caccia
            inviata in Iraq.  Uno era in speciale versione radio-campale, in grado di
            fungere  da vera e propria stazione di radio assistenza, ponte radio e go-
            niometria  in  zone  sprovviste di stazioni  fisse  o  mobili  a  terra.
                 Con l'invio del Corpo di Spedizione Italiano in Russi.a (C.S.I.R.) nel-
            l'estate 1941, un altro fronte si apriva per il CSAS. In appoggio alle trup-
            pe la R.A.  inviava un Gruppo Caccia e uno da Osservazione Aerea.  Per
            illorò supporto furono dislocati a Tudora, poco oltre il confine rumeno,
            alcuni  trimotori  "S-81".
                 In agosto, con questi ed altri velivoli, veniva formata la 245 a Squa-
            driglia Trasporti. Crescendo le esigenze logistiche e con le difficoltà impo-
            ste  dalla  stagione  invernale,  si  aiggiungevano  altre  due  Squadriglie.
            Sull'aeroporto di Stalino alla 245 a si affiancava la 246a, mentre a Otope-
            ni (Bucarest) era dislocata la 247a su trimotori "S-73" ed "S-81". Lepri-
            me  due  agivano  sul  fronte;  la  247a  effettuava  i  trasporti  tra  Otopeni,
            capolinea dei S.A.S. con l'Italia e Stalino. La linea Roma-Venezia-Belgrado-
            Bucarest era servita  con gli  aerei  dei  SAS  e  con  quelli  dei  Nuclei.
                 n durissimo inverno russo aggravò le condizioni operative; il gelo osta-
            colava il buon funzionamento degli aerei malgrado il ricorso alle stufe ca-
            talitiche  per preriscaldare i  motori  e le  misure  antigelo  per garantire il
            funzionamento in volo degli apparati di bordo. I trasporti agivano sopra-
            tutto a supporto delle truppe e al ritorno sgomberavano feriti e congelati.
            Dal 18 gennaio  1942, le tre Squadriglie furono inquadrate nel 18° Stor-
            mo Trasporti  che  aveva  sede sull'aeroporto  di  Orvieto.
                 Scemata l'offensiva invernale sovietica,  con la  ripresa dell'avanzata
            tedesca, lo  Stato Maggiore Generale (Stamage) decise di elevare la consi-
            stenza militare italiana allivello di Armata. Nacque così l'Armata Italiana
            in Russia  (ARMIR)  e fu  creato  il  Comando Aviazione  Fronte Orientale
            (CAFO) peraltro con un modesto aumento soltanto nella qualità del mate-
            riale  di  volo.
                 I trasporti aerei sul territorio russo rimasero affidati alle tre preesi-
            stenti Squadriglie. "S-73" ed "S-81" si  erano dimostrati adatti per peso,
            dimensioni e caratteristiche, per il robusto carrello fisso, ad agire sui cam-
            pi malridotti e di piccola ampiezza. Fu rafforzata la spola dei SAS dei Nu-
            clei tra l'Italia e Otopeni; sopratutto per lo scambio della posta tra gli uomini
            al fronte  e le  famiglie  in patria.


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