Page 488 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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comandato dal tenente colonnello Amedeo Paradisi, atterrava a Bengasi
da dove ripartiva alle 17,30 dell'8 diretto ad Asmara che sorvolava lan-
ciando manifestini con la scritta "ritorneremo !". Dopo 28 ore di volo sen-
za scalo, alle 21,35 del 9 l'aereo atterrava a Ciampino.
Un altro '' S-7 5 GA'' affidato al tenente colonnello Antonio Mascatel-
li, si portava a Shaporoshje, nella Russia occupata. Da qui decollava alle
18,00 del1 ° luglio 1942 toccando terra a Pao Tow Chen, nella Cina tenu-
ta dai giapponesi, dopo aver coperto 6.200 km, in 23 ore e 20' di volo.
Il 3 luglio l'aereo è a Tokyo. Da qui ripartiva il 16 e rientrava a Roma,
da Odessa, il20 luglio. Il raid doveva essere il prologo per una linea quin-
dicinale Italia-Giappone per la quale venivano messi a punto alcuni "G-12
RT" a lunghissimo raggio. Il divieto nipponico di sorvolare l'URSS con
la quale Tokyo non era ancora in guerra, indusse a studiare una rotta me-
ridionale più pericolosa essendo esposta all'intercettazione alleata. Il pri-
mo scalo sarebbe stato Rangoon (Birmania) munito di un potente radiofaro.
ci furono ritardi nell'installazione ed i "G-12" attrezzati per un carico ec-
cezionale di carburante vennero poi usati come cisterne per rifornire di
benzina l'ASI, e di linea con il Giappone non se ne parlò più.
L'ultima impresa venne compiuta dai due "S-75 GA" del maggiore
Giulio Cesare Villa e del capitano Max Peroli. I velivoli sono stati modifi-
cati con portelloni per il lancio di bombe. L'obiettivo è Gura, in mano
alleata. È uno dei nodi della linea che dalla Costa d'Avorio giunge per
nord fino al Cairo e ad est verso Iran e India per rifornire di velivoli i
vari fronti. Gli "S-75" decollano da Rodi alle 06,45 del23 maggio 1943.
L'aereo di Per oli consuma troppo e lo costringe a puntare sull'obiettivo
alternato di Porto Said, raggiunto dopo 11 ore e mezza di volo. Villa giun-
ge su Gura illuminata a giorno e da 500 m. effettua il bombardamento
dei piazzali stipati e degli hangar. Atterra a Rodi alle 6,45 del 24 maggio,
dopo 24 ore di volo. Il successo della missione è in gran parte dovuto al
rigoroso segreto nella preparazione e all'assoluto silenzio radio osservato,
nonché alla quota bassissima tenuta nella fase iniziale, con la scorta di due
coppie di "S-79" più in alto per ingannare i radar.
Tutte le missioni aeree dell'Asse, con quelle navali, erano a perfetta
e a11ticipata conoscenza degli alleati a causa della cattura di codici esiste-
mi cifrati con cui si svolgevano le comunicazioni radio. La potente stazio-
ne "Alfa" del sistema "Ultra", installata a Malta era stata responsabile
diretta delle intercettazioni di tanti convogli navali ed aerei sui quali gli
inglesi sapevano tutto: scali, carichi, orari, consistenza, scorta, percorsi.
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