Page 491 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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causata dalla prioritaria richiesta di carburante soddisfatta con 203 mila
           litri  trasportati.  Furono  anche trasportate  167  t  di  posta.
                Nonostante la "fornace" di Stalingrado avesse richiamato in Russia
           molti reparti di "Ju-52", sempre altissimo fu il contributo della Luftwaffe.
           L'accresciuto "ponte aereo" provocò un accentuata opposizione avversa-
           ria. Furono adibite all'attacco ai convogli aerei nuove masse di caccia, di-
           struttori e bombardieri medi. In aprile il comando alleato lanciò l'operazione
           "Flax" per contrastare il trasporto aereo italo-tedesco. Fu quello un vero
           e  proprio mese  di  sangue  per l'Aviazione  dell'Asse.

                Gli aeroporti in Italia e in Tunisia vennero attaccati giorno e notte.
           Bassi sul mare per ridurre i settori d'attacco, serrate le formazioni per o p·
           porre il fuoco  concentrato  delle  armi  dorsali,  i  convogli  aerei  venivano
           assaliti  da  ondate di  caccia  cui  tentavano  di  opporsi  i  più  radi  velivoli
           italo-tedeschi di scorta. Su queste formazioni compatte, a pelo d'acqua si
           avventavano i bombardieri "B-25" e "B-26" che con i loro ordigni pro-
           vocavano alte colonne d'acqua che scompaginavano il procedere ala con-
           tro  ala.

                Gli aerei che avevano superato questa "tempesta" di fuoco erano "fatti
           a pezzi" sugli aeroporti di arrivo. La galleggiabilità dei plurimotori con-
           sentì spesso il soccorso dedi naufraghi. Il tenente pilota Fabbricini fu ab-
           battuto tre volte  nel corso  del mese  ritornando puntualmente all'attività
           di volo. 1115 aprile una formazione di 65  'Ju-52" perse il 70%  dei suoi
           effettivi.  Il  19 i SAS  persero sul Canale di Sicilia  12  "S-82", tre "G-12"
           ed  un  "S-7 5 ".
                Per razionalizzare l'ulteriore impiego degli aerotrasporti Superaereo
           emanava il 23 aprile una direttiva che stabiliva di osservare continue va-
           riazioni  di  orario· nelle  partenze;  che le  partenze  sarebbero  avvenute  di
           giorno da Gerbini e di notte da Castelvetrano. La quota doveva essere man-
           tenuta tra gli 80 e i 100 m. Si dovevano stabilire collegamenti più imme-
           diati con la  rete  di  radiolocalizzatori (radar) della  Sicilia e della  Tunisia
           in modo da avvertire tempestivamente gli aeroconvogli dell'approssimar-
           si  di formazioni  nemiche, variando opportunamente la  rotta.  Si  presero
           misure per aumentare la  consistenza  delle  scorte < 2 5).



           (25)  U.S.S.M.A. - C.S.A.S. Relazione a S.M.R.A. sui trasporti aerei nell'area mediterra-
               nea dal22 gennaio 1943 (caduta di Tripoli) al20 luglio 1943- Prot. 08406/0P3,
                7/8/1943.         .


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