Page 490 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Con rapida risposta all'occupazione anglo-americana dell'Africa fran-
              cese nord-occidentale, tra l' 11  e il  13  novembre l'Asse sbarcò consistenti
              forze in Tunisia, più tardi raggiunte dai resti delle truppe in ritirata dalla
              Libia.  Il mantenimento di  quest'ultima testa  di ponte africana  riuscì  ad
              impegnare gli  Alleati  per altri  sei  mesi  e costò  pesanti perdite umane e
              il dispendio di prezioso materiale. Il costante rifornimento di due armate
              e dell'aviazione italo-tedesca  portò ad un vero  e proprio olocausto delle
              unità della  Regia  Aeronautica e  della  Regia  Marina.  Il  tratto  tra Sicilia
              e Tunisia era. più ridotto di quello per Tripoli. Ma era aumentata enorme-
              mente la capacità di intervento degli Alleati, oltre che da Malta, dagli ae-
              roporti in Algeria e in Libia. Erano in servizio nuovi velivoli con più ampie
              capacità offensive: il bimotore americano "P-38", ad esempio, o l'inglese
              "Mosquito",  potentemente  armati  e  con  eccellente  raggio  operativo.
                   L' 11 novembre '42, quando già gli 'Ju. 52" avevano occupato i prin-
              cipali aeroporti tunisini con truppe specializzate, i SAS trasferivano in Tu-
              nisia ill0° Reggimento Bersaglieri, la Divisione "Superga", unità speciali
              dell'Esercito,  della  Marina  e  dell'Aeronautica.
                   Enorme fu lo sforzo della Luftwaffe che, per sostenere la Tunisia con-
              centrò  in Italia Meridionale, in Sicilia e in Sardegna oltre 500 'Ju.  52"
              e decine di altri plurimotori. Mentre i SAS  impegnavano gli  scali di Ca-
              stelvetrano,  Sciacca e  Gerbini,  ai  tedeschi  fu  assegnato  lo  scalo  di  Milo
              (Trapani) e quello di Decimomannu (Cagliari). Ai SAS fu possibile mette-
              re in linea, sempre efficienti, un centinaio di plurimotori ricorrendo an-
              che ai  Nuclei Comunicazione. Nel momento più acuto del marzo  '43  si
              impiegarono anche bombardieri "S-84" del r  Stormo, nonostante lo scarso
              stivaggio che limitava il trasporto a quattro/cinque uomini. Lo stesso fece-
              ro i tedeschi facendo intervenire da Grosseto, da Capodichino, da Foggia
              intere formazioni di bombardieri 'Ju. 88" ed "He. 111" che supplivano,
              con  il numero alla  scarsa  capacità  singola  di  carico.

                   Il  Comando Supremo il 23  febbraio  chiedeva  allo  S.M.R.A. < 2 4>  un
              ulteriore sforzo per incrementare l'afflusso di rinforzi. La richiesta indica-
              va la cifra di 24 mila uomini da trasportare con 2  mila t  di armi, in 2 5
              giorni volati vi, con 3 5 aerei al giorno per 875 viaggi complessivi. Il C.S.A.S.
              incrementò i voli e riuscì. a compiere, nel periodo indicato,  1.239 viaggi
              ma trasportò soltanto  19.723 uomini e 1.144 t di armi. La  riduzione fu



              (24)  Nino Arena - op.  cit.,  Vol.  IV.


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