Page 492 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Ciononostante il logorio fu tale che al 4 maggio il numero degli aero-
               mobili disponibili  efficienti era scemato a 25, appena un sesto  di  quelli
               disponibili  in marzo.  Pure le  missioni  continuarono fino  alla  fine.  Il  5,
               quattro  "S-82"  recano a Tunisi una compagnia di  bersaglieri.  Attaccati
               sul canale, soltanto il velivolo del tenente Setti atterra su una spiaggia presso
               Capo Bon. Sbarcati i soldati, Setti tra mille avventure riesce a far riparare
               il suo aereo  e a decollare abilmente dalla spiaggia il 9  raggiungendo  Ca-
               stelvetrano.  Lo  stesso giorno Tunisi è occupata.  Ultima ad arrendersi in
               terra  d'Africa  è la  l a  Armata  del generale  Messe.

                    Durante la campagna di Tunisia i SAS  hanno trasportato in 5. 318
               voli, 75 mila persone e oltre 5 mila tonnellate di carichi. Perduti un centi-
               naio  di  aerei,  220  i  Caduti.

                    Sull'Africa settentrionale tra il gennaio e l'aprile '43 furono lanciati
               con gli  "S-82"  nuclei di paracadutisti con l'intento di  sabotare le  vie  di
               comunicazione alleate. Due ponti furono fatti saltare in Algeria dai para-
               cadutisti  del  l O  0  Reggimento  Arditi dell'Esercìto.
                    L'azione più consistente fu condotta a metà giugno, da paracadutisti
               dell0° Reggimento e da quelli del Reparto Arditi Distruttori Regia Aero-
               nautica (ADRA). La preparazione avvenne a Rimini sede del 45 o  Stormo
               SAS.  L'uso frequente di trasmissioni radio allertò la cellula Ultra di Mal-
               ta.  Quando i  Nuclei furono lanciati da  10 "S-82" in Algeria e in Libia,
               gli Alleati ebbero facile gioco nel contrastare l'azione. Quasi tutti i "Para"
               furono  catturati. Soltanto due uomini dell'ADRA riuscirono a penetrare
               nell'aeroporto di Benina (Bengasi) dove fecero  saltare una quindicina di
               bombardieri "B-24" americani e altri aerei.  "Ultra" comunque aveva col-
               pito ancora e i "nostri" allibirono quando appena fatti prigionieri si sen-
               tirono  appellare per nome  da  chi  li  aveva  catturati.
                    I SAS arroccati in Italia, dovevano ora provvedere soprattutto ai col-
               legamenti con le isole. Più esposte Pantelleria e Lampedusa. A Pantelleria,
               per un guasto al desalinizzatore, fu necessario portare anche l'acqua. Du-
               ri colpi anche qui furono assestati dalla aviazione nemica soprattutto tra
               gli  "S-81"  del  18°  Stormo.

                    Continuarono via Lecce e Tatoi, i collegamenti con l'Egeo soprattut-
               to per ultimare lo sgombero dei nostri connazionali civili. Lo sbarco allea-
               to in Sicilia vide gli  "S-82" SAS  impegnati in azioni di minamento degli
               aeroporti di Gela e Comiso mediante il lancio degli spezzoni 4 AR a scop-
               pio ritardato. Su Catania furono lanciati, la  notte del  18 luglio,  viveri  e


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