Page 489 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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I primi tempi gli abbattimenti dei trasporti aerei italo-tedeschi erano
stati casuali o dovuti all'abilita della caccia di Malta e dell'Egitto subito
assistite dai radar. Accortezza nella scelta delle rotte, quote basse per sfug-
gire alla scoperta, ridussero a termini accettabili le perdite sempre doloro-
se. L'abilità dei nostri marconisti faceva si che l'intenso traffico radio di
Malta fosse utilizzato come riferimento dai nostri aerei. Le cose cambiaro-
no con !'"Ultra" e con l'arrivo dei bimotori "Beaufighter" di buona auto-
nomia, potente armamento e provvisti di radar.
Fu necessario mutare rotte e procedure. Per tenere Malta lontana fu
utilizzato lo scalo di Lecce come capolinea dei voli per la Cirenaica. Con
l'offensiva che portò nell'estate 1942l'Asse ad El Alamein un altro capoli-
nea SAS fu stabilito a Tatoi (Atene). Per i voli con la Tripolitnia capolinea
fu Castelvetrano (Trapani), poi anche Sciacca (Agrigento) e infine Gerbi-
ni (Catania). Dalla Sicilia i convogli costeggiavano la Tunisia. Ma !'"Ul-
tra" finì per rendere vane anche queste precauzioni.
Alla metà del 1942 la potenzialità dei SAS era ancora cresciuta rag-
giungendo i 310 velivoli. Erano andati perduti o radiati 90 aeromobili
ma ne erano entrati in linea 160 nuovi.
Preoccupato per gli effetti delle perdite nel trasporto marittimo, lo
stesso Mussolini diede disposizioni perché l'uso dei convogli navali venis-
se limitato ai materiali ed il trasferimento delle truppe fosse riservato al
trasporto aereo. Fu così che nell'estate 1942 intere grandi unità furono
traghettate in ASI a mezzo aerei. La "Folgore" da Tatoi e Lecce fu sbarca-
ta in Libia ed avviata in Egitto con gli aerei del 145 o Gruppo. Così furo-
no portate in A.S.I. le Divisioni "Pistoia" e "La Spezia".
Il fronte egiziano venne rifornito dagli aerei SAS con continuità cre-
scente. Particolarmente gravi furono le conseguenze dei plurimi affonda-
menti di petroliere per azione aeronavale alleata. Il carburante fu trasportato
fin sulle linee dagli aerei italiani e con l'imponente concorso della Luftwaf
fe. Lo sforzo rispondeva solo in parte alle necessità, data la maggiore quantità
di fluidi trasportabile con le petroliere. Per ovviare l'Aviazione germanica
impiegò anche bombardieri che per il ridotto stivaggio trasportavano ben-
zina ed olio in più maneggevoli lattine. I SAS si prodigarono durante tut-
ta la ritirata da El Alamein a Tripoli e nello sgombero dalla Tripolitania
verso la Tunisia nel frattempo occupata dall'Asse. Si dovette giocoforza
rinunciare prima allo scalo di Tatoi e poi a quello di Lecce, concentrando
il traffico per l'ASI sugli aeroporti siciliani ormai sotto massiccia offesa
alleata. Con la caduta della Libia rientrò in Italia il 145 ° Gruppo che fu
inquadrato nel 48 ° Stormo.
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