Page 484 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Dopo l'avanzata dell'estate  1942 l'ARMIR si schiera sul Don e qui
              fu aggredita dalla poderosa offensiva sovietica del dicembre.  Lo  sfonda-
              mento delle nostre linee, ottenuto con forza preponderanti, causò l' accer-
              chiamento  di  consistenti  nuclei  in  tre località:  Millerovo,  Schertkovo  e
              Kantemirowka.  I  trasporti  si  prodigarono  nel  rifornire gli  assediati,  sia
              con aviolanci, sia atterrando nelle "sacche" da cui ripartivano evacuando
              il personale menomato. 1129 dicembre dopo essere decollato da Schertko-
              vo, scompariva lo "S-81" pilotato dal generale Enrico Pezzi, comandante
              dell'Aeronutica sul Fronte Orientale, il quale aveva voluto condurre di per-
              sona la  missione  di  soccorso.

                   Dal campo di Voroscilovgrad i trasporti sostennero tutto il peso del-
              la ritirata alleviando con i loro voli le sofferenze dei protagonisti di quella
              tragica vicenda militare Le perdite furono assai elevate: nella sola giorna-
              ta dell'8 gennaio  1943,  345 a e 346a Squadriglia persero otto velivoli  e
              24 uomini.  Parte per incidenti  di  volo  dovuti alle  difficoltà ambientali,
              operando a  bassissima  quota in condizioni meteo  pessime,  parte per la
              formidabile  contraerea  nemica.
                   Per dare una dimensione all'importanza dell'aerotrasporto  qualche
              dato sul servizio postale.  Nel settembre 1942 la 247a Squadriglia aveva
              trasportato 48 mila kg per l'aumento delle missive e dei pacchi dono in-
              viati da casa per il Natale. Il sistema di collegamenti faceva si che tra Ve-
              nezia  e  Bucarest la  posta  impiegasse  non  più di  tre/quattro giorni.
                   Con il  ritiro dell'ARMIR dal  fronte,  all'inizio di marzo avveniva  il
              concentramento dei  reparti aerei a Takarka (Odessa).  La  245 a Squadri-
              glia rimpatriava il16 marzo ed il14 aprile era la volta della 246a, mentre
              la  247a  rientrava  da  Otopeni.
                   L'operazione di Russia  era conclusa.  Tra il  maggio  1942  e l'aprile
              1943 le  Squadriglie avevano  compiuto 4.260 uscite,  trasportando circa
              10 mila  persone,  620 t  di  carichi  e 210 di  posta.  Erano andati perduti
              in azione  11  velivoli  e  16  distrutti al  suolo  o  radiati.
                   Tra la fine del1941 e l'inizio del1942la struttura operativa del CSAS
              giunse al  più elevato  livello  con  una nuova articolazione,  personale più
              numeroso,  nuovi velivoli.  I trasporti erano ognora più richiesti e questo
              spiega l'aumentato potenziale. Ma è anche alle viste l'operazione "C3" per
              l'occupazione di Malta che richiede una forte concentrazione di aerotra-
              sporti.  Poi  l'operazione fu  cancellata.
                   All'inizio del 1942 i SAS allineano 700 piloti,  1.400 specialisti, 2.400
              uomini  del  personale  tecnico-amministrativo.  I  velivoli  sono  oltre  250.


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