Page 498 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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1120 gennaio 1941 Supermarina inviò a Superaereo, e per conoscen-
               za  allo  S.M.G.,  la  seguente lettera < 8>:

                    Il Duce ha ordinato di provvedere d'urgenza alla trasformazione del transa-
               tlantico  ROMA  in  nave portaerei.
                    Il tempo previsto per la  trasformazione  dell'unità  è di  dodici  mesi.  Il Duce
               ha però disposto  che i lavori siano accelerati al massimo in  modo  di avere la nave
               pronta  in  otto  mesi.
                    In conseguenza di quanto sopra codesto Superaereo dovrebbe disporre per quan-
               to ha attinenza ai reparti di volo da imbarcare sull'unità in questione le cui carat-
               teristiche  relative  al servizio  aereo  saranno  all'incirca  le  seguenti:
                    velocità  massima  nodi  28;

                    ponte di volo m 218 x 27 (in corrispondenza dell'isola la larghezza sarà non
               minore  di  20 metri);

                    aviorimessa  superiore  m 150 x l  x 6;
                    aviorimessa  inferiore  m  15 7 x 18 x 4.

                    Si prospetta l'opportunità di fare al più presto una riunione dei rappresentanti
               degli Stati Maggiori dipendenti per stabilire le direttive da segùire nella costruzione
               della  nave e nella costituzione dei reparti aerei,  e successivamente di nominare una
               commissione tecnica interministeriale per risolvere con continuità le questioni di dettaglio.

                    La risposta del generale Pricolo è datata 28 gennaio 1941 ed in essa
               viene dichiarato che la Regia Aeronautica avrebbe posto «urgentemente allo
               studio il problema di realizzare un tipo di velivolo rispondente allo scopo»,  mentre
               si  accettava  la  proposta della  costituzione  della  Commissione  mista <9>.
                    Gli studi di trasformazione riprendevano  quelli  esaminati il  27 lu-
               glio  1936 dal Comitato Progetto Navi, che già prevedevano l'utilizzo dei
               due transatlantici della Società di  Navigazione Italia < 10>,  progetti tempo-
               raneamente  abbandonati  per  il  tempo  e  il  costo  necessari,  dovendosi




                (8)  A.U.S.A.M., fondo GAM 18 b.302. La lettera è stata pubblicata in Antonio Pellic-
                   cia,  Il periodo  epico  dell'aeronautica  (1923-1933),  Roma,  Veant,  1985, p.  233.
                (9)  Ibidem.  Cfr.  A.  Pelliccia,  op.  cit.,  p.  235.
               (lO)  Secondo Giancarlo Garello (<<Organizzazione Roma>>,  in Interconair Aviazione e mari-
                   na,  n.  94,  novembre  1972,  pp.  78-81) si pensò anche alla trasformazione del Rex
                   e  del  Conte  di  Savoia,  ma  l'idea venne scartata  preferendo preservare le  moderne
                   unità per la  <<ripresa  dei  traffici  marittimi  nel  dopoguerra>>.


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