Page 499 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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sostituire anche l'apparato motore per adeguare le  prestazioni dei  mer-
            cantili alle esigenze militari < 11>.  Non diversamente a quanto avvenuto nel
            1936, il27 gennaio 1941 Supermarina revocò l'ordine di requisizione del
            Roma 0 2 > e il giorno successivo l'ammiraglio Riccardi informò Musso lini
            con un promemoria che nelle parole di Francesco Mattesini è così riassunto:
                 In esso [promemoria}, per la trasformazione del Roma in nave por-
                 taerei, erano rappresentati un insieme di problemi tecnici, ed era por-
                 tato ad esempio il fatto,  per convalidarli,  che anche i tedeschi,  per
                 gli stessi motivi, erano in notevole ritardo nella costruzione della lo-
                 ro  GRAF  ZEPPELIN.
                 In definitiva,  come ha  scritto Alberto Santoni in  "Storia  illustrata"
                 di dicembre  1984, Supermarina, rinnovando,  «dimostrazioni di scar-
                 sissimo entusiasmo ... nei confronti di un progetto la cui sollecita soluzione avrebbe
                 dovuto essere di preminente interesse», giustificando la sua opposizione con
                 la «nessuna esperienza» nella realizzazione di navi portaerei, e «delle ne-
                 cessità  di dover eseguire  numerose esperienze e tentativi prima di introdurre
                 in servizio tutti i materiali occorrenti»,  concludeva: «Sorge evidente l'alter-
                 nativa se sia opportuno eseguire una affrettata trasformazione del transatlan-
                 tico quando si ha la certezza di dover impiegare un tempo notevolmente maggiore
                 per  rendere  efficiente  il mezzo  approntato» 03>.

                 Reca, quindi, la data successiva del 2 febbraio, la lettera a firma del-
            l'ammiraglio Inigo Campioni, sottocapo di Stato Maggiore della Regia Ma-
            rina, in cui si  informava laconicamente Superaereo che Mussolini aveva
            ordinato «di sospendere i lavori per la trasformazione del piroscafo ROMA in nave
            portaerei» <  14>.



            (Il)  Carlo De Risio, Tempesta sul ponte di volo, Roma, ADN Kronos, 1987, p. 87. Si veda,
                anche, Erminio Bagnasco, La portaerei nella Marina italiana. Idee, progetti e realizzazio-
                ni dalle origini ad oggi, Roma, supplemento della «Rivista Marittima>>, dicembrc:.l989,
                pp.  52-53. Per la costruzione dei velivoli imbarcati vennero interessate la Caproni
                e i C.R.D.A ..  Nel  1939 la  società armatrice, visti  i buoni risultati della Augustus,
                decise  di  trasformare in motonave il Roma,  ordinando all' Ansaldo  i nuovi gruppi
                motore (cfr.  Giorgio Pelizzoni,  <<R.N.  Aquila la portaerei italiana incompiuta>>,  in
                «Rivista  Marittima>>,  a.  CXXII,  maggio  1989,  p.  96).
            (12)  E.  Bagnasco,  op.  cit.,  p.  57.
            (13)  F.  Mattesini, «La  trasformazione del transatlantico Roma in nave portaerei Aquila
                in  «Il  Giornale  d'Italia>>,  17/5/1987,  p.  11.
            (14)  A.U.S.A.M.,  fondo  GAM  18 b.302.


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