Page 500 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Gli organi  tecnici  continuarono tuttavia a  sviluppare gli  studi per
             una portaerei di scorta richiedente trasformazioni meno radicali allo sca-
             fo  e alle sovrastrutture. Nella nuova versione, il Roma avrebbe dovuto es-
             sere pronto in solo in dieci mesi,  non necessitando né della  sostituzione
             dell'apparato motore, né dell'adozione del sistema di frenatura e degli ascen-
             sori in quanto i velivoli, parcheggiati sul ponte di volo, avrebbero dovuto
             atterrare su  impianti aeroportuali  a  terra.

                  L'infelice risultato dell'operazione Gaudo-Matapan (28 marzo 1941)
             sembra abbia fatto riesaminare il problema. Tuttavia, anche se l'ammira-
             glio Angelo Iachino si dilunga nel ricordo del rapporto sull'esito dello scon-
             tro tenuto al Capo del Governo, presenti l'ammiraglio Riccardi e il generale
             Guzzoni, non risulta che, dopo quelle note frasi pronunciate da Mussolini
             il 31  marzo, l'argomento sia stato affrontato con la celerità dichiarata 05>.
             Infatti, solo il 21 giugno successivo il Comando Superiore dell'Aviazione
             della  Regia  Marina portò a conoscenza di  Superaereo il nuovo  progetto
             di trasformazione del Roma, piccola evoluzione degli studi allora in co.rso
             per costruire una portaerei di scorta < 16>.  Dai verbali delle riunioni del Ca-
             po di Stato Maggiore Generale risulta, infine, che l'argomento venne po-
             sto  all'ordine del giorno  solo  il 9 luglio  1941 <17),  presenti l'ammiraglio
             Riccardi,  il generale  Pricolo  e il generale Sigismondi,  responsabile della
             Direzione Generale Costruzioni Navali e solo in quell'occasione iniziò un
             primo sommario esame delle  necessità connesse con la costruzione e so-
             prattutto  con  l'armamento  della  nave.



             (15)  Secondo l'ammiraglio Iachino, Mussolini avrebbe detto: <<È  necessario insomma che
                 le forze navali in mare siano sempre accompagnate da almeno una portaerei>>.  Ed
                 ancora:  «Ho dato ordine al mio Capo di Stato Maggiore Generale di provvedere
                 subito a far  costruire una nave portaerei, e sono sicuro che la potremo avere pre-
                 sto, probabilmente in un anno» (cfr. Angelo lachino, Gaudo e Matapan, Milano, Mon-
                 dadori,  1947  (l ed.  1946),  pp.  187-188).
             (16)  A.U.S.A.M.  GAM  18,  b.302.
             (17)  Antonello  Biagini-Fernando Frattolillo (a  cura di),  Verbali  delle  riunioni tenute dal
                 capo  di  SM  Generale,  vol.  Il,  Roma,  U.S.S.M.E.,  1983,  pp.  74-75.  Il verbale della
                 riunione,  anche  in  A.U.S.A.M.  GAM  18,  b.302,  è stato,  successivamente,  pub-
                 blicato  integralmente,  con  lievi  differenze  di  uniformazione,  in  A.  Pelliccia,  op.
                 cit., p. 388. Notiamo una singolarità: nel corso della riunione si accennò ai velivoli
                 da utilizzare e nel verbale è chiaramente indicato il Re.  2000. Tuttavia il 19 aprile
                 1941  lo  SMA  aveva  ordinato alle  Reggiane  50 Re.  2001  OR per un importo di


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