Page 38 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Con la  visita  di Taylor gli  Stati Uniti si  posero come fattore  nuovo
                 del quadro internazionale, con le proprie idee, ma anche con i propri ap-
                 prezzamenti, quasi sempre molto negativi, nei confronti della vecchia Eu-
                 ropa  e del modo in cui  essa  aveva  condotto  i  rapporti  internazionali_  È
                 chiaro che, da tale punto di vista, non esistette neppure un vero e proprio
                 "problema italiano". All'Italia non poteva essere riservato, e Taylor fu estre-
                 mamente chiaro al proposito, che ciò  che rientrava nel  quadro generale;
                 niente pace di compromesso ma abbandono da  parte dell'Italia della  al-
                 leanza con la Germania e firma della pace separata con gli Alleati, allonta-
                 namento  di  Mussolini,  e fine  del  fascismo <36>.
                     Semmai un "problema  Italia"  Taylor lo fece  sorgere nel momento in
                 cui accompagnò il rifiuto di qualsiasi ipotesi di  compromesso con la  di-
                 chiarazione della disponibilità degli Stati Uniti a trattare l'Italia in modo
                 diverso  dalla  Germania e  con la  cauta  apertura a  valutare da  parte  del
                 Governo di Washington i futuri rapporti con l'Italia sulla base di quello
                che sarebbero stati da allora in avanti e le scelte ed il comportamento del
                 Governo  italiano.
                     Un misto senz'altro di allettamenti e di minacce. In effetti il Governo
                 italiano era stato "informato" da Lisbona, alla vigilia dell'arrivo di Taylor,
                 di imminenti operazioni aero-navali degli Alleati nel Mediterraneo a pro-
                 posito  delle  quali  il  margine  di  incertezza  sembrava  ristretto  al  fatto  se
                esse dovessero consistere in uno sbarco nei possedimenti francesi del nord
                Africa,  oppure in uno sbarco diretto sulle coste o  nelle  isole  italiane <37>.

                     Erano continuati intanto i bombardamenti Alleati sulle città italiane,
                e Taylor non aveva mancato di avvertire indirettamente il Governo italia-
                 no dell'imminente aggravamento della  situazione militare per l'Asse <3 8>.



                (36)  La  posizione degli Stati Uniti sull'Italia fu  esposta  da Taylor al Papa al punto  12
                     del verbale della prima udienza: "L'ambassadeur Myron Taylor au Pape", Cité du
                     Vatican,  19  septembre  1942,  A.D.S.S.,  5,  472, cit.,  p.  683.
                (37)  "Fransoni a  Ciano", Lisbona,  28  agosto  1942,  D.D.I.,  9a,  IX,  doc.  77;  inoltre,
                     sempre di Fransoni un dispaccio in data 23 settembre, ibidem, doc.  149, sulla stra-
                     tegia offensiva alleata in generale. È inutile dire che in previsione della pace separa-
                     ta Lisbona  stava diventando da  parte anglo-americana  la  sede  privilegiata  per le
                     "comunicazioni"  all'Italia.
                 (38)  "L'America non ha odio per il popolo italiano ...  Anche se  non può essere  troppo  tardi per il
                     popolo italiano di scoprir/o, la sua eventuale posizione alla fine della guerra dipenderà in grande
                     misura dalla sua  condotta  da  ora in  avanti .... L'Italia che  ha tutto da guadagnare dalla
                     collaborazione con  l'America,  sia settentrionale che meridionale,  dovrebbe nel debito  modo ab-
                     bandonare l'illusione dei vantaggi nazisti.  Nei giorni a venire essi appariranno effimeri come


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