Page 42 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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stessi di potenza da rivedere; le vecchie gerarchie in parte già distrutte,
da ridefinire; un mondo internazionale del dopoguerra tutto da ridisegna-
re e così via continuando.
Se questa era, dunque, a dir poco la portata politica e militare della
battaglia dell'Africa del nord, due cose diventarono chiare per l'Italia. Che
se da un lato lo sbarco anglo-americano ad Algeri bruciò le ultime speran-
ze italiane di uno stallo militare, dal quale potesse venire alla fine una pa-
ce senza vinti né vincitori, al tempo stesso ne fece insorgere di nuove.
Bastò mettere insieme la dimostrazione di forza militare dell'8 no-
vembre, l'entrata degli Stati Uniti negli affari internazionali e negli equili-
bri del Mediterraneo, le aperture di Taylor a Roma ed i discorsi di più
vecchia data di W ashington, perché agli occhi di una parte della classe
dirigente italiana si dischiudessero al posto di quelli appena eliminati, al-
tri spazi politici.
A quel punto il dilemma tra la resa separata e la continuazione della
guerra ci sembra non porsi neppure più, tanto squilibrate ci appaiono
ormai ed in effetti erano le due differenti possibilità che si prospettavano
all'Italia. Voglio dire, ed anche in questo caso merita mettere da parte i
falsi pudori, che il discorso che si imponeva in modo prioritario, non era
tanto di scegliere, quanto di accertare condizioni e possibilità, precosti-
tuirsi occasioni e giustificazioni. Era questa la seconda cosa che, a mio
avviso, cominciava a farsi chiara e che si imponeva alla diplomazia ed
al Governo italiano. Precostituirsi la possibilità di scegliere visto che in
effetti l'Italia stretta tra gli uni e gli altri non ne aveva, in verità, alcuna.
Ai primissimi di dicembre Mussolini chiese a Hitler di sospendere
le operazioni militari in Russia e concentrare tutto lo sforzo militare del-
l' asse contro gli anglo-americani. Fu il primo accertamento che l'Italia do-
veva fare e che puntualmente fu fatto.
In effetti, e lo abbiamo detto più volte, il "caso Russia" era da mesi
sul tappeto. In pratica Italia, Germania, Giappone vi si confrontavano
direttamente o indirettamente da quando alla fine del 1941 era fallita l' of-
fensiva tedesca. Anzi un "caso Russia" era nato in pratica al momento
stesso in cui, rovesciando all'improvviso e per la seconda volta e senza
alcuna consultazione preventiva, la linea tenuta in precedenza nei confronti
dell'Unione Sovietica, Hitler aveva spinto la Germania all'attacco della Rus-
sia aprendo per l'Asse un nuovo fronte e ponendo il Giappone, legato alla
Unione Sovietica dal patto di neutralità e non aggressione del 13 aprile
1941 Matsouka-Molotov, in una condizione a dir poco anomala all'interno
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