Page 41 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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volesse dire il potenziale industriale, finanziario, militare degli Stati Uniti
            e  che cosa  esso  potesse  riversare  su  tutti  i  fronti  di guerra.  Voglio  dire
            che  non  furono  i  rapporti  in  un  singolo  settore  di  guerra  ad entrare in
            crisi,  ma  l'insieme  stesso  di  tutti  i  rapporti  di  forze  ad  essere  messo  in
            discussione.  C'è una frase  di  Alfieri che merita di essere citata.  Essa è di
            fine  settembre e  riguarda  solo  il fronte  russo.  Quindi in apparenza  non
            rientra né cronologicamente né settorialmente con  quanto stiamo dicen-
            do. Ma Alfieri la riferisce non soltanto all'insuccesso della seconda offen-
            siva  tedesca,  quanto un po' ai risultati dell'intera campagna ad est della
            Germania  nel  1942.  "Gli equilibri  storici  si  sono  così  ristabiliti"C 40 l.
                 Ciò che avvenne nell'autunno  1942 sul fronte russo e ciò che Alfieri
            prontamente colse è in effetti quanto avvenne in tutto il mondo in guerra.
            O,  quanto  meno,  quanto  era  in  procinto  di  avvenire  su  tutti  i  fronti.
                 Voglio dire che Germania e Giappone potevano anche aver immagi-
            nato nel1939 o nel1941, con i loro attacchi a sorpresa, di riuscire a con-
            trobilanciare gli squilibri di potenza originari. Forse a Berlino ed a Tokio
            ci  si  era perfino illusi di  riuscire a  sovvertirli.  Sta  di fatto  che,  come era
            prevedibile, i reali fattori di potenza, le risorse umane e materiali, le capa-
            cità industriali ed economiche, la potenza finanziaria avevano avuto il tempo
            di ricomporsi e ritornavano a quel punto a quello che era il loro giusto posto.
                 Non si  trattò però neppure più di  "equilibri storici"  secondo  la  pur
            corretta valutazione di Alfieri. Ciò che succedeva in Russia e nel Mediter-
            raneo, gli equilibri che sembravano sul punto di ristabilirsi prefigurarono
            già il mondo del dopoguerra. Direi che fu  perfino facile  intravedere fino
            da allora i tratti del disegno futuro.  E se Taylor a Roma aveva parlato di
            un ruolo da riconoscere inequivocabilmente all'D nione Sovietica, dalle sue
            dichiarazioni  risaltò in maniera ancor più lampante il  ruolo che gli  Stati
            Uniti si riservavano ormai per se stessi: un ruolo di garanzia nei confronti
            dell'Unione Sovietica, e soprattutto un ruolo di potenza a livello mondia-
            le, più o meno compartecipato con altre potenze, ma che appariva già an-
            che  un  ruolo  di  potenza guida  se  non  addirittura  egemone.

                 In tale senso lo sbarco Alleato di Algeri precisò meglio il quadro del
            nuovo: niente più isolazionismo degli Stati Uniti; caduta di tutti i presup-
            posti sulla base dei quali era addirittura scoppiata la seconda guerra mon-
            diale;  ruolo  primario a  livello  internazionale degli  Stati Uniti; i  concetti



            (40)  Alfieri  a  Ciano,  Berlino,  27  settembre  1942,  D.D.I.,  9",  IX,  doc.  155,  p.  163.


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