Page 453 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Gli eventi
Le navi di Syfret salparono dai porti britannici fra il 31 luglio e il
4 agosto, e anche in questa occasione i servizi informativi della Marina
italiana furono in grado di fornire notizie assai tempestive.
Le predisposizioni dell'Asse
Appena fu chiaro l'obiettivo dei complessi movimenti navali nemici
gli Alti Comandi dell'Asse adottarono misure analoghe a quelle già viste
in occasione di "Mezzo Giugno".
Benché molti segni mostrassero che il principale sforzo nemico si stava
sviluppando a ponente, Supermarina non trascurò le segnalazioni di mo-
vimenti navali nelle acque di Malta e del Mediterraneo orientale: per un
certo tempo si considerò l'ipotesi di un intervento navale in quelle zone.
Contro le forze entrate in Mediterraneo da Gibilterra furono concen-
trati i mezzi insidiosi, ai quali - data l'evoluzione degli avvenimenti -
finì per restare affidato il contrasto navale.
Venti sommergibili, quasi tutti italiani, furono fatti uscire dalle basi
poco prima di entrare in azione e vennero concentrati agli approcci occi-
dentali del Canale di Sicilia. Soltanto alcuni battelli si trovavano in aggua-
to nel Mediterraneo occidentale.
I criteri d'impiego già adottati nell'occasione precedente vennero con-
fermati. Si precisò pure che, contro bersagli di dislocamento superiore a
quello di una torpediniera, si sarebbero dovute lanciare salve piene di si-
luri, cioè utilizzando tutti i tubi di lancio disponibili, in luogo delle "cop-
piole" usate in passato (che avrebbero dovuto economizzare le armi, ma
presentavano ben poche probabilità di far bersaglio).
Nel Canale di Sicilia, dove furono rafforzati gli sbarramenti offensivi
di mine, venne predisposto l'impiego di ventitré unità leggere: sei motosi-
luranti italiane, quattro tedesche e tredici MAS.
Contemporaneamente si mobilitarono le forze aeree. Oltre agli attac-
chi sulle basi maltesi e sulle navi era previsto, da parte di aerei della Luft-
waffe appositamente attrezzati, un sistematico disturbo ai radar di Malta.
La guerra elettronica stava ormai assumendo, anche in Mediterraneo, im-
portanza primaria.
La Regia Aeronautica, dal canto suo, si accingeva a sperimentare un
certo numero di armi e apparecchiature speciali recentemente messe a punto.
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