Page 457 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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pre che le navi maggiori fossero in condizione di sviluppare una velocità
continuativa di circa 23 nodi (cosa della quale si può dubitare) (6).
Era dunque del tutto improbabile che le navi di Syfret potessero
recare un effettivo aiuto.
Furono perciò predisposte accurate mosse dissuasive, mirando ap-
punto a trarre in inganno i Comandi Navali italiani circa i pericoli ai
quali sarebbero state esposte le navi.
Si è già accennato alle disposizioni date ai sommergibili di farsi av-
vistare in emersione nelle ore diurne.
Agli aerei di Malta fu ordinato di eseguire ricognizioni ininterrotte
su J onio e Basso Tirreno per tutta la mattinata del 12 agosto per tenere
le navi italiane sotto costante controllo facendo in modo che se ne ren-
dessero conto.
In effetti il Bolzano si accorse di essere seguito da un ricognitore,
e le stazioni radio tedesche in Sicilia intercettarono vari segnali di avvi-
stamento trasmessi dai velivoli a Malta in chiaro. I voli di ricognizione
furono effettivamente diciannove.
Per la notte del 13 vennero disposte altre tre missioni con bimotori
"Wellington VIII", appositamente attrezzati. Uno di questi eseguì anche
un attacco alle navi, cosa che allarmò molto il Capo di Stato Maggiore
ammiraglio Riccardi.
Apprendendo inoltre che erano state avvistate anche navi inglesi,
e temendo perciò che i nostri incrociatori fossero costretti a incontrare
il nemico di notte, Riccardi fu appunto indotto alla rinuncia della quale
s'è detto m.
Oggi sappiamo che, ancora il 14 agosto, Malta disponeva di 186
aerei pronti all'impiego; è dunque presumibile che un'aliquota di quei
velivoli sarebbe stata impiegata contro le navi italiane, se avessero inter-
cettato il Convoglio nelle acque del Canale di Sicilia.
(6) Syfret disponeva delle due corazzate Nelson e Rodney, che potevano sviluppare al
massimo 23 nodi con un dislocamento standard di 46.000 tonnellate. In condizio-
ni operative, cioè con dislocamento maggiore e macchine non necessariamente in
ottimo stato, la velocità scendeva a 22 nodi e anche meno.
(7) Per i particolari sulla questione della scorta aerea alle navi in occasione di "Mezzo
Agosto" si veda, oltre al volume di Mattesini, La battaglia aeronavale di Mezzo Ago-
sto, Roma, Ateneo, 1987, anche A.U.S.M.M., fondo "Battaglia di Mezzo Agosto",
cartella n. 61/6.
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