Page 455 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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petroliera americana Ohio, carica di preziosa benzina avio. La messa fuori
combattimento di due incrociatori attrezzati per la guida degli aerei da
caccia, uno dei quali rappresentava inoltre un cospicuo apporto alla dife-
sa antiaerea delle navi, fu un colpo grave. Un altro incrociatore a capacità
antiaerea venne perciò inviato in rinforzo da Syfret.
La notte sul13 agosto fu comunque tra le peggiori dell'intera traver-
sata: motosiluranti italiane affondarono, tra l'altro, l'incrociatore Manchester.
La battaglia proseguì furiosa anche il giorno successivo. Il convoglio
ne rimase quasi distrutto: nove mercantili risultarono affondati e altri tre
- fra cui l'Ohio - danneggiati più o meno gravemente.
Supermarina aveva frattanto fatto uscire la VII e la III Divisione, di-
sponendo che si preparassero a nord della Sicilia per intervenire il 12 agosto
contro il convoglio.
In realtà, come si vedrà meglio più avanti, tutto ciò non avvenne,
e anzi il giorno 13 il sommergibile Unbroken, che era stato inviato all' ag-
guato in quelle acque, riuscì a silurare il Bolzano e l'Attendo/o, provocando
loro danni molto gravi.
I sabotatori sbarcati presso Catania vennero catturati quasi subito,
per cui la loro azione arrecò danni assai limitati.
Quanto alla Mediterranean Fleet riuscì ad assicurare l'arrivo ad Ales-
sandria del piccolo convoglio partito da Malta. Non ebbero invece alcun
esito le mosse diversive, che gli Alti Comandi dell'Asse compresero nel
loro effettivo significato.
Il mancato intervento degli incrociatori italiani
In realtà Supermarina, dopo alcune incertezze iniziali, si rese conto
che la partita si stava giocando esclusivamente a ponente, tanto che ab-
bandonò l'idea di impiegare anche l'VIII Divisione, dislocata troppo a
levante.
Mentre, nella giornata del12, gli incrociatori temporeggiavano a nord
della Sicilia in attesa degli ordini definitivi, si impegnava a Roma una tri-
ste schermaglia tra Supermarina, Superaereo e il Comando Aereo Tede-
sco con interventi del Capo di Stato Maggiore Generale e dello stesso
Mussolini: il tema era la scorta aerea alle navi.
Si mercanteggiò a lungo, dopo che il Duce aveva sollecitato l'inter-
vento degli incrociatori, sul numero di velivoli da caccia disponibili; dal
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