Page 458 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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È noto, in particolare, che quindici aerosiluranti "Bristol Beaufort"
e altrettanti caccia pesanti "Beaufighter" venivano tenuti sempre pronti
per attacchi diurni antinave. Per un eventuale contrasto a incrociatori
italiani nel Canale di Sicilia erano stati approntati nove siluranti "Beau-
fort" con sei "Beaufighter", oltre ad altri tre "Beaufighter" armati di
bombe, che avrebbero dovuto eseguire attacchi diversivi in concomitan-
za con gli attacchi degli aerosiluranti.
Possiamo ammettere che difficilmente la scorta aerea diretta sareb-
be stata in grado di evitare alle navi gravi rischi, peggiorati dalla presen-
za di sommergibili.
Non va tuttavia trascurata l'importanza della pressione esercitata
dall'Aviazione amica sulle basi aeree di Malta.
In ogni caso la posta in gioco poteva giustificare i rischi (che oltre-
tutto non vennero evitati).
Dopo il siluramento del Bolzano e dell'Attendo/o la Regia Aeronauti-
ca offrì, in una riunione del 14 agosto, di mettere a disposizione delle
navi quarantacinque aerei per formare pattuglie di sei velivoli; trenta-
quattro caccia vennero effettivamente impiegati per proteggere il Bolzano
incagliato a Panarea.
In effetti in quel momento l'impegno aereo era sensibilmente dimi-
nuito, e non deve stupire l'improvvisa disponibilità di velivoli.
Epilogo
Nonostante il successo ottenuto da aerei, sommergibili e motosilu-
ranti non fu possibile annientare il convoglio < 8>.
I due mercantili illesi e i tre danneggiati riuscirono comunque a re-
care all'isola 32.000 tonnellate di viveri e materiali e 11.000 tonnellate
di carburante: ancora una volta assai poco rispetto alle necessità, ma che
forse non sarebbe arrivato se gli incrociatori italiani fossero intervenuti.
(Il convoglio, in quella fase dell'operazione, era scortato soltanto dall'in-
. crociatore Kenya e da alcuni caccia e caccia-scorta).
(8) Supermarina non fu invece soddisfatta dell'impiego dei MAS; lamentò anzi che
le direttive impartite fossero rimaste "quasi interamente inapplicate" e prospettò l'op-
portunità di richiedere ai tedeschi le loro norme e "i frutti della loro esperienza"
maturata negli attacchi ai convogli britannici nella Manica, cfr. A.U.S.M.M., fon-
do "Mezzo Agosto", cartella 61/A.
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