Page 461 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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In Gran Bretagna, tuttavia, non si mancò di osservare che un'Italia
ostile, in effetti, avrebbe anche potuto rovesciare i termini del problema
di Malta, rendendo impossibile la sua utilizzazione come base navale:
servendosi di aerei, sommergibili e mine.
Nel 1940 autorevoli pareri consigliarono l'abbandono dell'isola, no-
nostante che l'alleanza con la Francia permettesse di rafforzare il sistema
strategico con la base di Biserta.
In effetti fu deciso di spostare la Mediterranean Fleet ad Alessandria,
lasciando a Malta una modesta guarnigione.
Gli inglesi sapevano che l'inferiorità strategica dell'Italia nei due ba-
cini estremi del Mediterraneo risultava grandemente aggravata dalla guer-
ra, e non apparve ragionevole dare per scontata un'assoluta impotenza
di Malta: quando anche non avesse più potuto servire da base offensiva,
né come fattore di sicurezza per i traffici britannici (che in effetti venne-
ro subito deviati sulle rotte oceaniche) avrebbe almeno stornato forze
aeree e navali italiane per il suo controllo.
In conclusione Malta conservava, per gli inglesi, un valore strategi-
co potenziale: il nemico, più degli stessi britannici, avrebbe paradossal-
mente deciso se quel potenziale si sarebbe potuto concretare o no.
Proprio questo sembra uno dei punti focali del problema strategico
italiano.
Occupando l'isola non si sarebbe aggiunto granché alla forza del
dispositivo strategico del Mediterraneo centrale, che poteva contare sul
sistema di basi navali dì Taranto - Brindisi - Augusta - Messina - Caglia-
ri - Pantelleria - Tobruk, oltre che sulle basi aeree di Sicilia, Sardegna,
Puglia, Libia e Albania.
D'altro canto un'effettiva valorizzazione del predetto dispositivo
avrebbe potuto svuotare l'isola di ogni potenziale strategico.
L'occupazione dell'isola avrebbe allora ottenuto, più che altro, l' ef-
fetto di liberare le forze destinate al suo controllo.
L'efficacia di Malta in guerra
In guerra, soprattutto dopo la capitolazione francese, il tradizionale
sistema strategico britannico nel Mediterraneo entrò in crisi: le comuni-
cazioni marittime dovettero essere deviate ordinariamente sulla Rotta del
Capo, lunga oltre 11.000 miglia, in quanto il passaggio attraverso il Ca-
nale di Sicilia non era più praticabile (e lo divenne ancora meno dopo
l'occupazione di Creta e della Grecia da parte dell'Asse).
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