Page 465 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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In realtà quegli studi erano stati condotti dalla Marina senza appro-
fonditi contatti con le altre Forze Armate, e pertanto senza dati concreti
sull'effettiva situazione operativa e logistica delle forze dislocate in Libia.
Quanto al concorso delle forze aeree nulla era stato realmente con-
cordato con la Regia Aeronautica (della quale erano peraltro noti gli orien"
tamenti ostili alla cooperazione tattica con le forze di superficie).
In ogni caso il problema dei rifornimenti sistematici al fronte terre-
stre non era mai stato posto realisticamente.
Tra le conseguenze di tutto ciò fu il mancato adeguamento dei porti
libici alle esigenze di un traffico bellico: fondali, banchine, attrezzature
si rivelarono, in guerra, incapaci di accogliere e smaltire tempestivamente
il naviglio e i carichi. Non di rado uomini e materiali vennero falcidiati
dagli attacchi aerei mentre sostavano nell'area portuale.
Le ragioni, oltre che nello scoordinamento appena rilevato tra le For-
ze Armate, stavano anche nel pregiudizio di una guerra necessariamente
breve e nella mancanza di precisi orientamenti politici e strategici sui com·
piti assegnati alla Marina in caso di guerra. I piani formulati dallo Stato
Maggiore Generale tra il 1938 e il 1940 si erano sempre mantenuti nel
vago, e avevano anzi progressivamente ristretto le possibilità operative pre-
viste per le forze navali < 1 4>.
La storia dei convogli fu, di fatto, un susseguirsi di richieste urgenti
e uno stillicidio di spedizioni affrettate.
Spesso i mercantili partivano parzialmente scarichi perché, se i ma-
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teriali arrivati in banchina non bastavano a soddisfare le richieste, non
c'era tempo per attendere i supplementi.
Così i convogli, talvolta composti di pochissime navi, si moltiplica-
rono tanto da rendere insolubile il problema delle scorte. Dopo avere ra-
strellato torpediniere, cacciatorpediniere antiquati, unità mercantili requisite
e adattate a nave-scorta, fu presto necessario destinare anche i cacciator-
pediniere della Squadra Navale al servizio scorta dei convogli. Il logorio
del naviglio fu enorme. Le perdite anche.
Si constatò, oltretutto, che non esistevano - tranne pochissime uni-
tà mai riprodotte in serie - navi specializzate nella protezione antisom
(14) Cfr. A. Santoni, "Strategia marittima e operazioni navali dell'anno 1940", in AA.VV.
L 'Italia in guerra, cit.
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