Page 467 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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truppe germaniche paracadutate o sbarcate da velivoli sugli aeroporti. So-
           lo in una terza fase sarebbe dovuta intervenire la Marina italiana con uno
            sbarco a  carattere sussidiario.
                Le gravi perdite subite dai paracadutisti del generale Student a Cre-
            ta,  raffreddarono  però la  fiducia  originaria  negli  aviosbarchi.  Inoltre la
            Germania si stava sempre più impegnando nei Balcani e, soprattutto, sta-
            va preparando l'attacco all'Unione Sovietica:  tutto ciò sconsigliò di insi-
            stere  sul  piano  per  Malta.
                Si preferì la soluzione dell'offensiva aerea di neutralizzazione, inviando
            appositamente il X  Fliegerkorps  in Sicilia  da gennaio a  maggio  1941, cui
            si  affiancò  la  Regia  Aeronautica.
                In maggio, tuttavia, gli italiani ripresero in esame un'operazione anfi-
            bia, questa volta -  finalmente -  a livello interarma: si calcolò che accor-
            ressero almeno sei mesi di preparazione per poter sbarcare 35.000-40.000
            UOmlm.
                Realisticamente si previde di non poter esercitare il dominio del ma-
            re con la necessaria continuità; perciò -  si concluse -  sarebbe stato in-
            dispensabile sbarcare il  corpo di  spedizione molto rapidamente.  D'altra
            parte il lungo periodo di preparazione avrebbe tolto a priori qualsiasi pos-
            sibilità di realizzare la sorpresa strategica, mettendo il nemico sull'avviso
            assai  per tempo.
                Le  perplessità suscitate  negli  Stati Maggiori  indussero,  ancora una
            volta,  ad abbandonare il  piano.
                Poiché,  tuttavia, le  cose  non miglioravano -  specie  dopo che  l'of-
            fensiva aerea era cessata- il problema tornò d'attualità nel gennaio 1942,
            quando Rommel preparava l'invasione dell'Egitto e l'Asse prendeva in con-
            siderazione  operazioni di grande respiro  nel  teatro  mediterraneo.
                 Mentre arrivava in Italia il II Fliegerkorps per una seconda grande of-
            fensiva aerea (che sarebbe durata fino ad aprile), i capi delle Marine del-
            l'Asse  si  riunivano  a  Garmisch,  il  14-15  gennaio,  per un  riesame  della
            situazione strategica.

                 Il  Mediterraneo  fu  al  centro  delle  discussioni,  anche  se  con  ampie
            differenze  di  valutazione.
                 Per l'ammiraglio Riccardi la  prospettiva non andava oltre il  fronte
            africano, in funzione del quale occorreva risolvere il problema dei convo-
            gli. La conquista di Malta andava comunque vista come premessa a qual-
            siasi  operazione  di  vasto  respiro.


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