Page 471 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Sul piano delle ipotesi

                Una volta  constatato  che si  tratta di  ipotesi  del  tutto  realistiche  si
           possono trarre indicazioni assai utili (prescindendo da giudizi, pur legitti-
           mi,  sull'errore economico,  strategico  e ideologico  di  quella guerra).

           I  - Errori  d'impostazione  nella preparazione generale  alla guerra

                Mancò del tutto, a livello politico e militare, la visione dell'unità del-
           la guerra. Perseguendo fini bellici di forza armata si finì - inevitabilmente
           -  per non redigere neppure un piano di guerra; anzi mancò perfino lo
           studio del conflitto inteso come evento globale, frutto del concorso di tutti
           su obiettivi  comuni 07>.
                Questo genere di impreparazione non dovrebbe, come invece accade
           spesso,  essere accantonato addebitandolo semplicemente alla  scarsa coe-
           renza delle autorità politiche: è vero che i mutamenti nelle direttive di po-
           litica estera esercitarono un'influenza nefasta sulla preparazione alla guerra,
           ma tutto  ciò  accadde soprattutto verso la  fine  degli  anni Trenta  e  negli
           ultimi mesi di pace. In precedenza gli orientamenti generali della politica
           estera nazionale  erano  stati,  se  non altro,  più duraturi.
                D'altra parte il compito di uno Stato Maggiore Generale, e degli Sta-
           ti Maggiori delle forze militari in genere, è certamente quello di studiare
           e preparare le  possibili  ipotesi di conflitto  senza  attendere il  clima teso
           e concitato  delle  urgenze.
                Le  concezioni  dottrinali e l'approfondimento dei  problemi militari
           sono  specifico  compito  dei  responsabili  delle  Forze  Armate.

                Di tutto ciò non può farsi carico al potere politico, neppure quando
           -come accadeva in Italia in quegli anni- si tratti di una dittatura ani-
           mata assai più dal desiderio di mostrare potenza, che non dall'intenzione
           di  fare  le  cose  sul  serio.

           II  - Una  strategia  marittima passiva

                In definitiva il compito della Marina fu visto esclusivamente in chia-
           ve logistica, come supporto alle operazioni delle altre due Forze Armate.
           Così - a parte la superficialità con la quale, come si è visto, vennero trattati



           (17)  Si  veda,  in particolare, A.  Santoni,  "Strategia marittima e  operazioni navali  del·
                l'anno  1940", cit.


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