Page 470 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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coste settentrionali (dove erano le sette insenature sabbiose che i Comandi
                dell'Asse avrebbero potuto utilizzare per gli  sbarchi); la stessa cosa acca-
                deva per la costa sudorientale e per l'unica insenatura sabbiosa esistente
                a  ponente.
                    All'interno, poi, una linea di fortificazioni campali, integrate da ope-
                re  signole  e muretti ami-aviosbarco,  avrebbe potuto rendere difficoltosa
                la penetrazione dei reparti (tanto più che, almeno in un primo tempo, non
                avrebbero  avuto l'appoggio  dei  mezzi  corazzati).
                     Certamente l'attacco all'isola si sarebbe dovuto tentare, nelle concre-
                te condizioni dell'Asse in Mediterraneo,  prima che il trasferimento delle
                forze aeree germaniche lo rendesse a priori inattuabile. I rischi sarebbero
                comunque stati  molto  forti,  ma la  situazione  non lasciava  vie  d'uscita.
                     A questo punto, però, l'analisi strategica sembra esigere un amplia-
                mento d'orizzonte.


                Si  sarebbe potuto evitare il problema Malta?
                     La  risposta deve svolgersi su due piani: quello dell'effettiva situazio-
                ne  storica  e  quello  delle  ipotesi  su fatti  mancati.
                     È facile  opporre che i fatti mancati non sono "fatti" e che pertanto
                le  discussioni al riguardo sono inutili. Tuttavia l'esigenza di trarre dalla
                "storia" insegnamenti per il presente (e magari per il futuro) può indurre
                proprio  a  ragionare  anche  sui  fatti  mancati.
                    Su  entrambi i  piani,  tuttavia,  sembra  possibile  rispondere sf.


                Sul piano dei fatti
                     Che Malta non abbia mai avuto quell'efficacia soffocante che spesso
                le  si  è  attribuita  sembra  dimostrato  dalle  considerazioni  svolte  sopra.
                     In  ogni  caso  rimane  quantomeno verosimile  che  un atteggiamento
                attivo e aggressivo  nella  nostra  condotta  di guerra -  a  cominciare dal-
                l'impiego delle Forze da Battaglia -avrebbe reso assai aleatoria l'azione
                delle forze  navali di Malta. Le  considerazioni che a suo tempo si faranno
                in merito al tiro navale italiano e al radar potranno fornire alcune indica-
                zioni  utili.
                     Su tutto, comunque, può venire ulteriore luce dalle argomentazioni
                che  seguono.


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